CHI E’ DISPOSTO
A TIFARE
PER I DEBITI LAZIO?

26 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

* Fabrizio Tedeschi e´ editorialista di Panorama Economy. Consulente di grandi banche e gruppi finanziari, per otto anni e´ stato responsabile della Divisione Intermediari della Consob a Milano.

Entusiasmo e tifo da stadio hanno accolto la delibera finale dell’assemblea
straordinaria in terza convocazione della Lazio. Se è facilmente comprensibile
l’amore del tifoso per la squadra del cuore, riesce più difficile intuire i
motivi di una simile esultanza. L’assemblea non ha potuto avere luogo nelle
due precedenti occasioni per mancanza del quorum, e questo dimostra lo scarso
interesse dei soci per le vicende interne.

Alla terza chiamata si sono presentati un migliaio di azionisti, in proprio e
per delega, ma che rappresentavano sempre uno scarso 22% del capitale. Se
l’adesione all’aumento di capitale approvato sarà di questa dimensione, la
società non uscirà dai suoi problemi. E allora che succederà? Si chiederà il
fallimento?

I numeri illustrati in assemblea e che i nuovi soci dovranno
valutare sono da brivido: dal 1° luglio 2001 al 24 marzo 2003 la Lazio ha
perso 194,1 milioni di euro; nel periodo successivo il rosso è stato di 98,8
milioni di euro, per un totale di 292,9 milioni. Nonostante tutte le brillanti
premesse, anche l’esercizio in corso presenta un margine operativo lordo
negativo, come pure negativo è previsto il risultato finale del conto
economico.
Ormai a finanziare la società è rimasta una sola banca (Capitalia) che sta
cercando di rientrare della sua esposizione anche se, data la situazione, in
realtà la sta solo aumentando. Viene da chiedersi chi farà fronte e in che
tempi all’aumento di capitale approvato. È difficile pensare alle banche
socie, che hanno ben altri problemi per la testa in questo momento (vedi il
crac Parmalat).

E gli altri soci di rilievo sembrano propensi a ridurre la loro quota anziché
a incrementarla. Non resta che questo, per ora, sconosciuto scalatore: se non
si farà avanti in questa circostanza, vorrà dire che si è trattato di un
bluff, servito solo a far lavorare le cronache sportive e gli speculatori. Se
non venisse allo scoperto, rimpinguando le casse della società e diventando il
padrone quasi assoluto, allora scatteranno le indagini per aggiotaggio, perché
per alcuni mesi ha diffuso informazioni false.

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