CHI E’ CONTRO
GLI HEDGE FUND?

15 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – La Germania ha varato una riduzione dell’imposta sulle società, che comporta la diminuzione dell’aliquota massima (derivante dalla somma dell’imposta federale con quella dei Länder) dal 38,7 per cento al 29,8. In buona parte l’operazione avviene a costo zero, mediante l’eliminazione di agevolazioni che non appaiono opportune. E fra queste spicca la deducibilità degli interessi passivi sui prestiti, che le società contraggono da altri soggetti, per finanziarsi. Oltre il limite di un milione di euro di interessi passivi, le imprese potranno effettuare detrazioni per interessi solo per un terzo del loro profitto lordo.

Ma il limite della detraibilità per costi di interessi passivi di un terzo soltanto del profitto lordo viene stabilito in linea generale. E ciò crea un pesante handicap a carico dei fondi di investimento speculativi, gli hedge fund, che prendono a prestito somme anche cinque o dieci volte quelle del capitale proprio. Vengono discriminati anche i fondi di “private equity”, che forniscono capitale per il lancio alle imprese mediante prestiti convertibili in azioni o finanziano l’acquisto di società, mediante prestiti.

La modifica della tassazione delle società, con questa discriminazione a carico della finanza innovativa, cinge di una anacronistica muraglia protettiva il sistema tedesco di controllo delle società per azioni, con i rappresentanti sindacali sul ponte di comando, assieme alle banche e a azionisti privati, dotati di quote minoritarie.

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