CHE SCHIFO
DI STAMPA SERVILE CHE ABBIAMO

31 Dicembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

*Mario Adinolfi e’ il direttore di Media Quotidiano, con cui Wall Street Italia ha avviato una nuova partnership, per la ripubblicazione di alcuni articoli.

(WSI) – 1. Silvio Berlusconi batte libera stampa ventuno a zero. Ventuno-domande-ventuno da giornalisti di altrettante testate nella strepitosa cornice di Villa Madama e neanche un momento di imbarazzo per il premier, che ha camminato sul velluto affiancato da un Paolino Boaniuti tanto felice di fare sempre sì-sì con la testa. Centocinquanta minuti di show personale del premier, con i cronisti a fare a volte da spalle, a volte da comparse.

2. Notizie? A parte l’offerta a Clemente Mastella di entrare nella Casa delle Libertà e l’annuncio della cancellazione della “legge bavaglio” detta anche par condicio, di grandi novità non se ne sono sentite. I soliti numeri che sembrano sparati più o meno a caso (“le legislature prima duravano in media undici mesi”: Cavaliere, ma che stai a di’?), il solito tono trionfalistico e l’ottimismo di fondo a fare da cornice al tutto.

3. Dopo una decine di domande al cloroformio che permettevano al premier di affermare che non è detto che non si candidi al Quirinale (e se no c’è sempre Gianni Letta), che si può pensare a un provvedimento per rendere detraibili le adozioni a distanza in conseguenza del disastroso tsunami nel sud-est asiatico, che non venderà Mediaset e che aspetta una leggina che gli consenta in extremis di restare presidente del Milan, finalmente si alza la cronista dell’Unità. E nelle retrovie c’è chi pensa: ora finalmente ci divertiamo.

4. Cosa avreste chiesto voi? Magari qualcosina sulla condanna a nove anni di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, mai commentata dal premier. O qualcos’altro sulla cacciata di Mentana dal Tg5, visto che s’è proclamato anche oggi “editore liberale” che da anni non telefona più a Mediaset. O magari un’anticipazione sull’atteggiamento che terrà nel referendum sulla fecondazione assistita. Ingenui. La cronista dell’Unità si alza e chiede: “Lei fa sempre vacanze lunghe: una volta il lifting, l’altra il trapianto di capelli. Cosa dobbiamo aspettarci questa volta?”.

5. Sì, proprio così. Il giornale più a sinistra a cui è stato concesso di prendere la parola in conferenza stampa ha chiesto del lifting e del trapianto di capelli. La risposta del Cavaliere ce la siamo meritata tutta: “I capelli crescono che è una meraviglia”. E tutti a ridere, che tanto siamo una grande famiglia.

6. In questa ampia platea di watchdog della democrazia anche il cronista di Media Quotidiano ha chiesto di poter rivolgere una domanda al premier. Lo ha fatto fin da ieri, secondo la procedura indicata dall’Ordine dei Giornalisti. Magari c’era qualcosa da chiedere davvero al presidente del Consiglio. Ma il clima era di festa e hanno pensato che era meglio non guastarlo.

7. Il più divertente? Emilio Carelli. Che si alza e chiede per la libera stampa un “regalo di capodanno”. Ci dice per favore chi sarà il nuovo presidente del Milan? Berlusconi è crudele e manco quest’osso regala ai watchdog: “Ne devo parlare ancora con il dottor Galliani”. Cala il sipario. Tanti auguri, stampa libera.

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