Che la Germania torni al marco [2] Paesi minaccino il default

29 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Questo articolo fa parte della serie – Che la Germania torni al marco [1] La prossima battaglia

New York – E’ il momento di cacciare la Germania dall’Unione monetaria europea. Questo il titolo piuttosto forte di Cullen Roche, fondatore del sito Pragmatic Capitalism, ex gestore di Merrill Lynch Global Wealth Management. “Lo ammetto, il titolo è abbastanza estremo, ma sto tentando di mettermi nei panni di un politico europeo. Fatemi spiegare. Ho già detto cosa farei se fossi un membro di un paese periferico. Andrei direttamente dalla cancelliera Angela Merkel e le direi ce se la Germania non inizierà ad accettare parte delle richieste presentate, ‘prenderei’ il mio paese, lascerei l’Euro e farei default , rifiutandomi di onorare i debiti che ho verso le banche tedesche”.

“Sul serio- continua Roche – (i paesi periferici) dovrebbero agire in questo modo all’unisono, mentre al momento il leader della sinistra radicale in Grecia, Alexis Tsipras, sembra essere l’unico che davvero ha intenzione di lanciare questa minaccia. Ma è venuta l’ora di farsi sentire dalla Germania”.

D’altronde, “è chiaro ormai che la politica di austerity sta fallendo; e continuerà a fallire fino a quando una vera soluzione non sarà presentata al tavolo dei politici. Questa soluzione potrebbe essere rappresentata o da una totale dissoluzione dell’Euro , (che risulterebbe nella riacquisizione della piena sovranità da parte delle valute precedenti l’utilizzo della moneta unica) o da una reale mossa verso l’unione fiscale“.

La cosa più triste, in tutto questo, è “che alla Germania piace questo stato di cose”. Fino a quando riuscirà a evitare che le proprie banche –esposte ai vari debiti sovrani – facciano default, i tedeschi secondo l’esperto continueranno a essere contenti di essere la “nazione con il surplus commerciale all’interno dell’Eurozona e il primo beneficiario dell’Unione monetaria europea”. Certo la crescita non è di quelle più stellari, ma è vero che il tasso di disoccupazione è ai minimi storici.

Insomma, il quadro, parlando in termini relativi, è piuttosto buono. “Ma la musica sta per finire e la Germania deve iniziare a prendere qualche decisione”. Dunque, “o decidono di lasciare l’Eurozona e smettere di tenere tutti coloro che appartengono all’Unione monetaria europea alla stregua di ostaggi, o decidono di fare qualche concessione e muoversi verso l’unione fiscale. E, visto che è piuttosto evidente che la Germania non prenderà alcuna decisione, allora qualcuno dovrà prenderla per loro”.

Non c’è alcuna regolamentazione nell’Unione europea che disciplini “la cacciata di un paese, ma questo non significa che una legge ad hoc non possa essere creata”. Roche ritiene che “tutti i paesi periferici potrebbero unire le loro forze”, convinto “che essi potrebbero ricevere il sostegno dalla Francia, visto che anche il presidente Hollande vuole l’unione fiscale. Insieme, questi paesi potrebbero tutti iniziare a fare pressioni sulla Germania, e potrebbero anche minacciare di cacciarla dall’Emu”.