Che la Germania torni al marco [1] La prossima battaglia

28 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street Italia da’ il via a un secondo filone di articoli sulla crisi europea, dopo l’appello per una Grecia fuori dall’euro, per capire se una Germania ex moneta unica non sarebbe forse meglio per tutti. I tedeschi non ne possono piu’ di pagare per gli sprechi degli italiani e la corruzione dei greci. Difficilmente, tuttavia, il governo di Merkel agira’ in questo senso, perche’ sarebbe un brutto colpo per le proprie esportazioni. Ma gli scambi commerciali non sono tutto e popolo ed economisti incominciano a ritenerla la situazione ideale per risolvere la crisi debitoria del blocco a 17. Anche perche’ impedirebbe alle banche dell’area periferica di collassare.

New York – Con la Grecia sull’orlo del collasso e il progetto di un’Unione Europea compatta in bilico — problemi che minacciano tutto il mondo e non solo il Vecchio Continente – e’ ora di pensare seriamente a nuove alternative. Basta con i cerotti e i salvagenti dell’ultima ora, le scelte predilette dalle autorita’ sinora.

L’uscita della Grecia dall’area della moneta unica e’ diventato un ‘fait accompli’, un argomento non piu’ tabu’ che anche i governi stanno prendendo in considerazione. Ma c’e’ un’altra soluzione che potrebbe risolvere in un colpo solo gran parte dei problemi annosi.

Anche se Atene dovesse uscire dall’area, creando peraltro un pericoloso precedente, rimarrebbe da risolvere il problema Spagna. Perdendo anche Madrid, l’Italia sarebbe la pedina successiva a rischiare di lasciare lo scacchiere a 27. Al contrario di Madrid, Roma non puo’ essere salvata con i mezzi a dispozione al momento e il progetto dell’Eurozona, nato idealmente per rafforzare l’influenza mondiale dell’Europa al tramonto del conflitto di Suez, finirebbe in mille pezzi.

A meno che la Bce non decida di andare contro tutte le limitazioni imposte dai trattati, prendere in giro l’opposizione in Germania e monetizzare direttamente i debiti sovrani che ne avessero bisogno. In quel caso, Berlino e una manciata di altri stati membri ‘fiscalmente solidi’ si rifiuteranno di essere legati a una gestione cosi’ ‘morbida’ della propria valuta.

Il Cancelliere Angela Merkel sta perdendo consensi e il 60% della popolazione, secondo gli ultimi sondaggi, vuole che la Grecia esca dall’area euro (percentuale in rialzo dal 49% di novembre). Meno di uno su tre vuole che Atene rimanga. Inoltre, il 79% e’ contrario alle politiche europee pro crescita messe sul tavolo dal neo presidente francese Hollande durante l’ultimo G-8. Solo il 14% dei tedeschi e’ a favore di una strategia di questo tipo.

Per non parlare della soluzione degli Eurobond, che Monti da’ ormai per certa. Il 79% e’ contrario, solo il 14% a favore. Evidentemente i tedeschi si sono resi conto di quanto potrebbero essere insidiosi per la Germania.

Ma se la Germania ha tutti questi problemi con gli altri paesi della regione, e se e’ sempre la Germania l’unica a opporsi a un certo tipo di politiche verso un aumento delle spese pubbliche per rilanciare la crescita e di politiche di allentamento monetario della Bce, perche’ non ritorna al marco?

Anche in considerazione del fatto che il 50% dei tedeschi vede piu’ svantaggi che vantaggi nel restare nel blocco a 17, in rialzo dal 43% di febbraio. Solo il 45% dei tedeschi vede maggiori vantaggi, in calo dal 51% di febbraio.

Intanto i greci, che si preparano a un ritorno alla dracma, sono sempre meno propensi a pagare le tasse in euro, per proteggere tutto il possibile. Per i tedeschi sono sempre di piu’ i colpi da incassare e le notizie difficili da accettare.

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Che siano state le spese pubbliche ‘allegre’, come sostiene la Germania, ad aver portato l’Eurozona in questa crisi non e’ vero: i Piigs hanno ridotto sia le spese pubbliche, sia i livelli di debito prima della vigilia crisi finanziaria del 2008.

La Spagna, ad esempio, aveva un surplus nel 2007 e il suo rapporto tra debito pubblico e Pil era piu’ basso di quello dei tedeschi. In Europa il vero problema e’ stato un altro, simile a quello che ha interessato gli Stati Uniti: una bolla immobiliare finanziata dalle spese senza freni e dagli investimenti spericolati delle banche private.

Sono stati i piani di salvataggio delle banche e la montante disoccupazione a far esplodere poi i livelli di debito. Al contrario di quanto sostengano in molti, dall’introduzione dell’euro, la Germania ci ha guadagnato ben poco, al contrario di quasi tutti gli altri Paesi. I quali, dalla metà degli Anni 90 hanno potuto ridurre i loro livelli di debito, approfittando di tassi di interesse piu’ magnanimi.
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I tedeschi sono stanchi di pagare per gli altri, di pagare per la corruzione e gli sprechi di greci e italiani. Lo ha detto a chiare lettere l’economista Hans Joachim Voth: “L’uscita della Germania dall’euro sarebbe una buona soluzione”, perche’ eviterebbe l’implosione delle banche nel sud d’Europa.

Il problema resta la fattibilita’ di un evento del genere: “La Germania non vorra’ mai questo scenario, per proteggere le proprie esportazioni. Dal mio punto di vista, pero’, e’ sbagliato”.