CHE CI FA BERLUSCONI IN BIELORUSSIA? BONAIUTI: NESSUN GIALLO. BONINO: VIAGGI MISTERIOSI

30 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato ricevuto oggi al palazzo presidenziale di Minsk dal presidente dittatore Alexander Lukashenko. Si tratta della prima visita ufficiale di un leader occidentale in Bielorussia da una quindicina di anni.

Il leader bielorusso era stato infatti isolato dall’Unione europea e dalla comunità internazionale dopo l’accusa di brogli nelle elezioni che lo hanno confermato al potere negli anni novanta e per una serie di limitazioni alla democrazia ed ai diritti fondamentali.

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Lukashenko ha quindi ringraziato Berlusconi per aver interrotto l’isolamento internazionale della Bielorussia. «Ringrazio il presidente Berlusconi – ha
detto incontrando i giornalisti locali prima dei colloqui con il premier – per la sua puntualità: aveva promesso di venire ed è venuto. Noi – ha proseguito Lukashenko – comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo».

«A me sembrano abbastanza misteriose tutte queste trasferte all’estero del nostro presidente del consiglio», ha detto oggi a Radio Radicale la vicepresidente del Senato Emma Bonino. «A parte i famosi tre giorni con Putin dei quali ancora non si sa molto e già questo non è normale – afferma l’esponente radicale – poi abbiamo avuto la visita in Arabia Saudita con il suo socio Tarak Ben Ammar, in seguito la visita in Turkmenistan e poi quella in Bielorussia. L’insieme non è chiarissimo, anche perché la politica estera di cui si occupano gli altri paesi vede al centro due dossier come l’Afghanistan e l’Iran. Noi invece abbiamo una linea di politica estera che oltre ad avere come minimo comune denominatore lo sdoganamento dei dittatori, è poco chiara. A meno che – conclude – non si tratti di una politica estera-energetica, ma anche questo spiegherebbe solo parzialmente questi viaggi».

«Ma quale giallo internazionale si inventa la Bonino? L’incontro tra il presidente Berlusconi e il presidente Putin di fine ottobre è servito a fare il punto su tutti i principali temi dell’agenda mondiale, tra cui la sicurezza energetica; la visita in Turkmenistan non c’è mai stata, è il presidente del Turkmenistan che è venuto giorni fa a palazzo Chigi», ha replicato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. «Per parlare poi di Afghanistan – prosegue Bonaiuti – il presidente Berlusconi è stato chiamato giovedì scorso dal presidente Obama; infine nel viaggio in Arabia Saudita e in Qatar il presidente Berlusconi ha parlato del processo di pace in Medio Oriente, ma anche di Iran e Afghanistan. La Bonino si consoli, non c’entra niente Agatha Christie».

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BERLUSCONI: VISITA A LEADER BIELORUSSIA, ULTIMO DITTATORE D’EUROPA

(ASCA-AFP) – Minsk, 30 set – In quindici anni al potere il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, bollato come l’ultimo dittatore d’Europa, non ha mai ricevuto la visita di un presidente dei paesi occidentali. E’ stato il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, a rompere l’isolamento diplomatico in cui era caduto il paese fin dal 1994, dopo le numerose violazioni dei diritti umani. ”Possiamo dare inizio a relazioni industrali ed economiche”, ha detto Berlusconi, promettendo a Lukashenko la prossima visita di una delegazione di industriali italiani.

”Abbiamo lavorato per raggiungere un certo livello di cooperazione fra i due paesi e le nostre compagnie piu’ importanti”, gli ha fatto eco Lukashenko, che in passato ha ricevuto a Minsk solo leader politici anti-occidentali, come il colonnello Gheddafi, il presidente venezuelano Chavez e quello iraniano Ahmadinejad. Anche se lo scorso anno l’Unione Europea ha ammorbidito la sua posizione nei confronti del regime bielorusso, rimuovendo un divieto di viaggi imposto a Lukashenko e ad altri ufficiali del governo, il paese e’ l’unico del Continente a non fare parte del Consiglio d’Europa.

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Berlusconi a Lukashenko: il popolo ti ama

E lui apre a Berlusconi gli archivi Kgb

Polemiche sulle parole del premier. Casini: «Sbigottito dagli elogi a un dittatore». Fassino: «Sconcertante»

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(WSI) – L’amore del popolo bielorusso per il presidente Aleksandr Lukashenko si vede «dai risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, primo leader occidentale da almeno dodici anni a questa parte a mettere piede a Minsk, ha ringraziato il Capo di Stato bielorusso per anni isolato dalla comunità internazionale anche per il sospetto di brogli nelle elezioni.

«Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti» ha detto il premier italiano rivolgendosi al leader bielorusso in conferenza stampa. Lukashenko ha a sua volta ringraziato Berlusconi: «Aveva promesso di venire ed è venuto. Noi – ha proseguito Lukashenko – comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo». Il presidente bielorusso, quello che la passata amministrazione americana definì «l’ultimo dittatore» europeo, ha anche aperto gli archivi del Kgb al premier italiano: parlando di un regalo degno degli «amici importanti» il presidente bielorusso ha consegnato pubblicamente al Cavaliere fascicoli che vengono direttamente dagli archivi dei servizi segreti russi e bielorussi e sono il frutto «di un lavoro certosino».

Un privilegio tributato a Berlusconi che permetterà di stabilire «le sorti dei cittadini italiani prigionieri durante la seconda guerra mondiale in Russia e in Bielorussia». I fascicoli consegnati al premier riguardano le informazioni sugli scomparsi in Bielorussia durante la Seconda Guerra Mondiale e su quelli rimasti vittime delle «persecuzioni nell’Unione sovietica degli anni ’30» ha spiegato Lukashenko.

POLEMICHE SULLA VISITA -Le parole di Berlusconi al Capo di Stato bielorusso hanno scatenato vive proteste in Italia. Pier Ferdinando Casini si è detto «sbigottito» per gli elogi a Lukashenko, chiedendo al premier di riferire in aula sulla visita a Minsk e sulla politica estera del governo. «Aveva destato in me già profonda meraviglia il fatto che il nostro sia stato il primo capo di un Governo occidentale ad andare in visita ufficiale in Bielorussia da quando è al potere il dittatore Lukashenko. Ma la mia meraviglia era niente in confronto allo sbigottimento di oggi nel leggere gli elogi del nostro premier a Lukashenko, del quale il presidente del Consiglio italiano ha magnificato la popolarità e il consenso tra i cittadini» ha detto Casini.

Al leader centrista ha fatto eco l’esponente del Pd Piero Fassino, secondo il quale, con la visita a Minsk, Berlusconi mostra «ancora una volta una sconcertante manifestazione di superficialità e di non conoscenza dello scenario internazionale, che rischia di confermare l’immagine di una politica estera italiana oscillante e confusa». La prima a suscitare perplessità sulla missione di Berlusconi a Minsk era stata la leader radicale Emma Bonino, parlando di un viaggio «misterioso». «A me sembrano abbastanza misteriose tutte queste trasferte all’estero del nostro presidente del Consiglio» ha detto a Radio Radicale la vicepresidente del Senato. Pronta la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. «Ma quale giallo internazionale si inventa la senatrice Bonino?Si consoli non c’entra niente Agatha Christie».

«COMMOSSO» – Accogliendo in dono da Lukashenko i documenti inediti sulla sorte degli italiani morti nei campi di prigionia russi e perseguitati durante gli Anni 30, Berlusconi si è detto «commosso». «Queste carte sono un omaggio veramente imprevisto. Approfondiremo tutte le notizie di questi documenti e posso interpretare il sentimento delle famiglie italiane nel rivolgerle un ringraziamento cordialissimo» ha detto il premier. Lukashenko durante la conferenza stampa ha spiegato che si tratta di una «documentazione mai prima trasmessa all’Italia. Questo – ha aggiunto il presidente bielorusso – è solo una parte del materiale che abbiamo a nostra disposizione. Se l’Italia è interessata a approfondire l’argomento noi forniremo altri documenti».

ADOZIONI – Il presidente bielorusso ha anche ringraziato l’Italia per l’accoglienza data ai bambini di Chernobyl e ha fatto sapere di aver avuto «garanzie dal governo italiano e dalla Santa sede» sul tema delle adozioni internazionali. Berlusconi dal canto suo ha ringrazia la Bielorussia perché si sta adoperando per il «completamento di questi sogni d’amore»).

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