Che balzo: blue chip europee: +79% dai minimi marzo 2009

2 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Partenza positiva per le borse europee, che estendono così i consistenti guadagni di ieri grazie alla performance positiva di Wall Street e Tokyo. Sullo sfondo, il lieve rientro delle tensioni sul fronte egiziano ed il clima di crescente fiducia per le prospettive economiche dopo gli ultimi dati macro migliori delle attese.

L’indice delle blue chip europee viaggia in rialzo di oltre 79% rispetto ai minimi di marzo 2009 e la maggioranza delle grandi aree economiche sembra ormai uscita dal ciclo recessivo grazie alle misure di stimolo messe a punto da banche centrali e governi.

Tra i principali risultati societari in agenda già diffusi quelli della spagnola Bbva, che ha chiuso l’esercizio 2010 con un utile netto pari a EUR4,61 mld contro i EUR4,58 mld del consensus.

PIAZZA AFFARI

Piazza Affari ha aperto in lieve rialzo, con l’indice FTSE/MIB in area 22.550 pts. Ieri sera il Ministero dei Trasporti ha diffuso i dati relativi alle immatricolazioni di gennaio, chiuso con 164.356 auto vendute, in flessione del 20,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Più ampia la contrazione registrata da Fiat che nel periodo ha venduto 47.919 autovetture, in ribasso del 27,4% rispetto a un anno fa. La quota di mercato si è attestata al 29,15%, in calo in confronto al 31,99% del gennaio 2010.

Occhi puntati anche su Coin che, allo scopo di dare al mercato una tempestiva informativa, ha comunicato che secondo le prime indicazioni nell’esercizio conclusosi ieri, 31 gennaio 2011, le vendite dei negozi diretti OVS hanno consuntivato una crescita del 4,1% (+0,9% a parità) mentre la rete diretta Coin è cresciuta del 5,2% nelle vendite sotto insegna (+6,2% a parità).Positivo anche il risultato di tutte le conversioni dei negozi ex Upim nei nuovi formati con vendite superiori alle iniziali previsioni.

ENI (EUR18,01): il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha firmato il decreto di accettazione del piano presentato da Eni per la realizzazione, nei prossimi cinque anni, di maggiori stoccaggi per 4 miliardi di metri cubi.

PARMALAT (EUR2,33): Carlo Salvatori ha smentito le indiscrezioni riguardanti una sua candidatura alla guida di Parmalat.

SAIPEM (EUR37,98): gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato il target price da EUR43,6 a EUR45

CAMBI E COMMODITIES

Sul mercato dei cambi, il dollaro sul finire della seduta asiatica è vicino ai minimi di tre mesi contro l’euro in zona 1,3860 sulla scia di una serie di robusti dati economici Usa e per lo smantellamento di acquisti rifugio del biglietto verde ora che sono diminuite le preoccupazioni per l’Egitto.

Ieri i dati sul settore manifatturiero Usa hanno mostrato il ritmo di crescita più consistente dal 2004, in un contesto in cui però al momento la politica monetaria sembra rimanere distensiva ancora per un pò di tempo. La combinazione dei due fattori porta gli investitori a spostarsi su asset più rischiosi, compreso l’euro, colpito negli ultimi mesi dai timori per iproblemi di alcuni paesi periferici dell’Eurozona.

Sul fronte delle commodities, il greggio in Asia è in leggero calo, dopo che il Brent ha chiuso ieri ai massimi di 28 mesi sui timori che le proteste anti-governative in Egitto possano scatenare un’ondata di cambiamenti di regimi in tutto il medio Orinete e Nord Africa, fonte di oltre un terzo del petrolio del mondo.

OBBLIGAZIONI E MONETARIO

Il future sul Bund ha aperto poco variato stamane, con il mercato in attesa dell’asta a breve termine del Portogallo che dovrebbe trarre beneficio dal recente clima positivo. Il Portogallo ha in agenda l’asta su titoli a 6 e 12 mesi. I paesi periferici hanno migliorato la loro posizione nei confronti del bund questa settimana poichè gli investitori sono fiduciosi che le nuove misure siano in grado di risolvere la crisi del debito di alcuni paesi.

MACROECONOMIA

Scarsi gli spunti macro per la seduta odierna, ad eccezione dell’indagine mensile Adp relativa agli occupati Usa del settore privato a gennaio. La mediana delle aspettative raccolte da Reuters ipotizza la creazione di 145.000 posti di lavoro dopo un dicembre record a +297.000. Dal lato europeo l’unico appuntamento è con i prezzi alla produzione di dicembre, per cui il consensus è di un incremento dello 0,7% su mese e del 5,2% su anno. Secondo la stima flash Eurostat di lunedì nell’area della valuta unica l’inflazione ha toccato a gennaio il tasso annuo del 2,4%, ampiamante oltre la soglia di tolleranza Bce. In uno scenario di marcato recupero dei paesi periferici e di derivati sul greggio oltre la barriera dei USD100,0, nel consiglio Bce di domani il presidente Trichet si troverà come di consueto a dover soppesare le parole sul tema prezzi al consumo.

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