CERTIFICATI: INVESTIRE
SULL’ ACQUA

25 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Dall’emissione è cresciuto del 60% ma l’apprezzamento dell’intero settore ancor prima che la Standard&Poor’s decidesse di calcolare la performance di 10 diverse aziende internazionali operanti nel settore delle risorse idriche, supera abbondantemente il 300%.

L’interesse verso l’oro blu è crescente ma i rischi di investire a prezzi che scontano multipli non più “interessanti” sono alti. Per questo può tornare utile all’investitore che non voglia perdere uno dei trend potenzialmente più redditizi degli ultimi anni senza tuttavia rischiare troppo in caso di correzione,il nuovo certificato di investimento che Abn Amro propone in collocamento presso gli sportelli Antonveneta fino al 26 aprile.

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Si tratta di un Protection Certificate, cioè un certificato di investimento di classe B, che a scadenza (prevista per il 23 aprile 2012) consente di limitare i rischi di perdita al 90% del capitale iniziale (100 euro) e di partecipare, per una percentuale del 95% , all’eventuale ulteriore crescita dell’indice sottostante. Da apprezzare il fatto che il certificato non espone il risultato al rischio cambio pur essendo l’indice sottostante espresso in dollari. La quotazione,al termine della fase di collocamento avverrà in Lussemburgo. (codice ISIN XS0294552103)

L’indice su cui il certificato investe è lo S&P Custom/Abn Amro Total Return Water, un paniere creato dalla Standard&Poor’s composto da dieci titoli appartenenti ad aziende operanti nel settore dei servizi legati all’acqua. I criteri di selezione prevedono che la capitalizzazione di borsa sia di almeno 500 milioni di dollari, un controvalore volutamente elevato per escludere dall’indice le piccole e medie imprese soggette a forte volatilità, e che almeno il 45% dei proventi delle società derivi da prodotti e servizi legati all’acqua.

C’è da rilevare che nell’indice sono incluse due società che nonostante generino profitti nel settore idrico inferiori alla soglia minima, sono state selezionate per la loro importanza nel settore (si tratta della francese Suez e della tedesca RWE AG). Per il calcolo dell’indice è prevista una commissione di gestione pari a 1,50 euro annui fissi per certificato, da calcolarsi sui giorni di effettivo possesso. (codice ISIN NL0000019735)

Sullo stesso indice, emesso a 100 dollari lo scorso anno e oggi quotato sopra i 159 dollari, la stessa emittente olandese ha già quotato al SeDeX da diversi mesi un Theme Certificate, ovvero un benchmark, che consente fino al 20 maggio 2011 di seguire linearmente e senza opzioni accessorie la crescita del settore.

Anche in questo caso, dall’emissione avvenuta a 100 euro, il certificato segna un progresso del 24% al netto del cambio euro/dollaro. Sono invece quotati da poco più di due mesi quattro leverage certificates, più precisamente dei Minifutures che consentono di investire sull’indice con una leva finanziaria che va dal 2,48 al 6,63%: ma è bene porre attenzione a questi prodotti dotati di leva perché oltre ad amplificare i movimenti positivi e negativi, sono soggetti ad un meccanismo di stop loss automatico che fa estinguere la posizione al raggiungimento di un livello predeterminato.

Per maggiori informazioni e dettagli vi invitiamo a visitare il sito www.certificatiederivati.it, il primo sito italiano specializzato in certificati di investimento.

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