Certificati: il punto sul settore nel corso della Conferenza annuale ACEPI

9 Novembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

Lo scorso 5 novembre si è svolta, in collegamento streaming, la conferenza annuale di ACEPI, l’Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento che ha visto la partecipazione di una platea numerosa di investitori istituzionali e consulenti finanziari.
Il meeting di ACEPI, che si è tenuto in due sessioni, al mattino e al pomeriggio, ha riunito l’industria dei certificati composta da emittenti, distributori e consulenti finanziari per fare il punto sul 2020 e pianificare la direzione futura di un settore, quello dei certificati, che sta vivendo un trend di espansione.

Acepi, dagli interventi istituzionali fiducia sulla crescita dei certificati

Nella prima parte della mattinata, dopo l’intervento introduttivo del presidente dell’Associazione, Nicola Francia, sono stati presentati i numeri dei certificati sul mercato primario e su quello secondario da Giovanna Zanotti ed Emanuele Grasso, rispettivamente direttore scientifico di ACEPI e securitised derivatives listing manager di Borsa Italiana.

Dall’analisi dei dati è emerso che per il 2020 sono attesi, sul mercato primario, collocamenti di certificati per un ammontare pari a 13 miliardi di euro, che confermerebbero il trend di crescita avviato nel 2016.
Nel terzo trimestre del 2020 il controvalore totale di certificati collocati sul primario ha raggiunto i 2.565 milioni di euro, in calo del 37% rispetto al secondo trimestre 2020, quando i volumi erano rimasti in linea con quelli del 2019, così come avvenuto fra gennaio e marzo. Il buon andamento dei volumi nella prima metà dell’anno è stato possibile grazie ad una buona ripresa in primavera, dopo gli effetti al ribasso del Covid-19.

Il particolare momento storico, caratterizzato dall’epidemia di coronavirus, è stato caratterizzato da una certa avversione al rischio degli investitori. Questo si è riflesso sui prodotti venduti nel terzo trimestre: il 63% dei certificati collocati è stato capitale protetto, seguito dal 36% circa di certificati a capitale protetto condizionato, contro rispettivamente il 38% e 62% del primo trimestre, ma in flessione rispetto al picco raggiunto dal secondo trimestre, con il 75% e 25%.

La presentazione dei dati del mercato ha fatto da apripista alle due tavole rotonde della mattinata: “L’evoluzione nella consulenza e nell’offerta di strumenti finanziari nell’era della digitalizzazione” e “Un mercato che riparte: quali opportunità e quali sfide per il mondo dei certificati”. Questi momenti di confronto hanno permesso agli operatori di condividere le proprie esperienze in merito all’evoluzione del servizio di consulenza, all’offerta di prodotto e alle opportunità che si presenteranno in relazione ai nuovi scenari di mercato.

Le due tavole rotonde sono state intervallate dagli ACEPI Talks, una serie di interventi di rappresentanti di CONSOB, ESMA e Borsa Italiana durante i quali si è discusso della trasparenza raggiunta sui mercati finanziari grazie all’evoluzione della regolamentazione italiana e internazionale.

La sessione dedicata ai consulenti finanziari

Nel corso della sessione pomeridiana della conferenza annuale ACEPI, dedicata ai consulenti finanziari, la partecipazione è stata molto elevata. Gli incontri, dedicati alla formazione, hanno permesso ai partecipanti di ottenere due crediti validi per il mantenimento delle certificazioni EFA, EFP, EIP ed EIP CF.

Molto apprezzate le Esperienze operative sull’utilizzo dei certificati da parte dei consulenti finanziari all’interno dei portafogli dei clienti, coordinate da Pierpaolo Scandurra – direttore del Certificate Journal e condotte dagli esperti Alessandro Toccacieli, Carlo Tavazza, Roberto Boccanera e Gabriele Bellelli.

In particolare Toccacieli, Tavazza e Boccanera hanno approfondito la propria attività quotidiana con i certificati, evidenziando alcuni degli obiettivi ottenibili con questi strumenti finanziari, tra cui: recupero delle perdite pregresse e diversificazione dell’asset allocation; ottimizzazione fiscale; costruzione di portafogli in certificati; riduzione del rischio e ottimizzazione dei rendimenti azionari.
Infine, Gabriele Bellelli ha fornito degli spunti operativi circa l’utilizzo dei certificati in ottica di trading di breve periodo.