Ceo boicotta Davos: “posto per vecchi, donne sottorappresentate”

20 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “Davos è solo un posto pieno di vecchi uomini, che rappresentano la grande industria. Quindi, me ne sto alla larga”.

Non usa giri di parola Stephen Kelly, amministratore delegato di Sage, una delle società britanniche più grandi nel comparto dei software (6 miliardi di sterline di capitalizzazione) che, a pochi giorni dall’inizio del World Economic Forum, appuntamento che si tiene appunto a Davos in Svizzera, confessa al sito americano Business Insider le ragioni alla base della sua decisione di non partecipare all’evento che ogni anno mette insieme il gotha dell’economia e della finanza mondiale.

“Davos non rappresenta il mondo reale” ha aggiunto Kelly, ricordando a questo proposito che due terzi dei posti di lavoro creati nelle economie industrializzate arrivano dalla piccole e medie imprese, una fetta di mercato sotto rappresentata a Davos.

Non finisce qui. Kelly punta il dito anche sulle modalità di partecipazione. “È un evento esclusivo la cui membership costa circa 38 mila euro. Bisogna poi aggiungere altre migliaia di euro tra tempo passato fuori dall’ufficio e costi per assistere alle conferenze”.

Se questo non bastasse, c’è poi un altra aspetto che non va giù a Kelly. “Nelle conferenze, la presenza femminile si attesta solo al 17%”.