“CENSURA SOVIETICA”: MOSCA ACCUSA WASHINGTON

23 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Mosca, 23 lug – Il governo russo accusa la stampa americana di praticare una censura “in stile sovietico”. Quello che sembra un paradosso buono al massimo per una barzelletta fra ambasciatori è accaduto in realtà nei giorni scorsi, quando il Cremlino ha deciso di impedire la pubblicazione di un articolo del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov su Foreign Affairs, prestigiosa rivista americana che tratta di diplomazia e affari internazionali. Mosca, hanno spiegato fonti del ministero, ha dovuto prendere a malincuore la decisione perché James Hoge, il direttore di Foreign Affairs aveva tagliato di oltre il 40% l’articolo di Lavrov, insistendo per inserire delle frasi che al ministro stesso piacevano ben poco. Hoge da parte sua respinge ogni accusa. L’articolo del ministro era stato “offerto” a Foreign Affairs dallo stesso Lavrov nel maggio scorso, in risposta a un pezzo del leader dell’opposizione ucraina, Yulia Timoshenko, pubblicato dalla stessa rivista. “Ma invece di accoglierlo come si doveva – fa sapere il ministero degli Esteri russo – la redazione lo ha tagliato del 40%, disperdendo una parte considerevole del suo significato originale”. “Hanno insistito inoltre – proseguono da Mosca – per inserire un sottotitolo che recitava ‘Evitando una nuova guerra fredda’. Tutte richieste decisamente inaccettabili e artificiose, come quella di far comparire frasi che dimostravano come Lavrov condividesse la politica estera dell’amministrazione Bush, quando in realtà non è così”. Il rifiuto da parte del direttore – aggiunge il ministero – di rimuovere il sottotitolo è stata poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso, “e abbiamo dovuto rinunciare a inserire l’articolo del ministro su Foreign Affairs”. Accuse queste che, come detto, Hoge respinge al mittente: “Le sfortunate affermazioni provenienti dal ministero degli Esteri russo in merito a Foreign Affairs – dice il direttore – sono completamente prive di fondamento”. Secondo Hoge la bozza rivista dalla sua redazione è stata rispedita al ministero, con tanto di messaggio che invitava a fare qualsiasi tipo di cambiamento desiderato. “Il testo – sostiene Hoge – ci fu fatto tornare con una serie di modifiche che sono state tutte effettuate nella stesura finale”. Ma evidentemente non è bastato, e Foreign Affairs è rimasta senza articolo. Il pezzo di Lavrov alla fine è comunque apparso sul sito del ministero degli Esteri in versione integrale, e in realtà non è nulla di più di una panoramica sulla politica estera russa. Il ministro spiega di essere contrario a “risposte unilaterali” come l’invasione americana in Iraq, aggiungendo che “esperienze recenti dimostrano che nessuno Stato o alleanza possiede le necessarie risorse per imporre la propria volontà al mondo”. Lavrov si lamenta quindi dei piani della Casa Bianca per lo scudo antimissile in Europa così come dell’espansione della Nato a Est, e propone infine l’indipendenza per il Kosovo. Ma nonostante queste difficoltà, si legge nel pezzo, “i presidenti Vladimir Putin e George Bush intrattengono un onesto e stretto rapporto di lavoro”, e le tensioni fra Russia e Stati Uniti potrebbero risolversi una volta per tutte se entrambe le parti “seppellissero l’era della guerra fredda”, conclude Lavrov.