CENSIS: LE MARCHE CORRONO

16 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Ancona, 16 apr – Le Marche corrono, a velocità sempre più sostenuta. Negli ultimi anni tutti i fondamentali dell’economia marchigiana hanno registrato risultati estremamente positivi: il valore aggiunto è aumentato, tra 2000 e 2005, in termini reali del 6,1% collocando le Marche al terzo posto, dopo Lazio e Sardegna per crescita del Pil; l’occupazione è aumentata, dal 2000 al 2006, dell’11,3%, registrando il livello di crescita più elevato dopo il Lazio. Ma è sul fronte delle esportazioni che la regione segna il migliore risultato con un incremento tra 2000 e 2006 del valore reale del 34,4% (contro il 10,2% a livello nazionale) e un aumento, nel corso del 2006, di ben il 18,7% (in Italia l’aumento del valore dell’export è del 6,9%). E’ quanto registra il Rapporto Censis sulle Marche presentato oggi. Il mondo delle imprese marchigiane ha dimostrato di sapere reagire positivamente, rigenerandosi nella sua capacità, per certi versi unica, di creare continuamente nuova imprenditorialità. Secondo la Banca d’Italia, sono il 12,3% le imprese industriali con più di 50 addetti che hanno spostato una quota della loro attività all’estero, il 21,4% quelle che invece hanno avviato forme di collaborazione con altre imprese straniere. Il cambiamento di prospettiva che ha caratterizzato tanta parte dell’imprenditoria locale, ha costretto a ripensare anche le modalità con cui l’impresa si rapporta con il territorio. Il 54,1% dei marchigiani pensa che le imprese che hanno negli ultimi anni espresso maggiore vitalità sono quelle che si sono più svincolate dai confini regionali, mentre solo il 45,9% ritiene che il radicamento nella realtà locale continui a rappresentare un fattore imprescindibile di competitività. Quello che va emergendo è un rapporto più maturo e funzionale con il territorio che continua a costituire un bacino di alimentazione costante di imprenditorialità, a supportare i processi di crescita e la competitività. Ben il 70,4% degli imprenditori marchigiani (contro il 59,1% di quelli italiani) dichiara di poter contare su una classe imprenditoriale locale e vivace, e il 73,7% (contro il 54,7% del resto d’Italia) pensa che questa sia fortemente impegnata nell’affermazione del made in Italy all’estero.