Cellule staminali: sta per aprire la prima banca

29 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Come in un film di fantascienza, a breve nascerà una banca che invece di conservare i nostri soldi, conserverà le nostre cellule staminali. Con uno sguardo al futuro, la società francese Collectis ha pensato e deciso di creare una vera e propria banca. Si chiamerà SCA © e aprirà questo mese.

L’emittente Cnbc rende note le parole dell’amministratore delegato di Collectis, il dottor Andé Choulika: “Diventerà come un deposito personale delle vostre cellule”.

Una vera e propria scommessa quindi, che ha come obiettivo la produzione di organi di ricambio in grado un giorno, di poter salvare la vita alle persona che ne hanno usufruito.

Dati gli sviluppi nella ricerca sulle cellule staminali negli ultimi anni e il loro potenziale di contenimento dei costi sanitari, Choulika pensa che il modello della SCA ©, ovvero creare e conservare le cellule staminali, un giorno diventerà così a buon mercato, che diverrà obbligatorio per le persone con assicurazione medica

“La medicina e la scienza in generale si stanno evolvendo così rapidamente che in pochi anni, meno di 10, tutti potrebbero avere il loro backup cellulare, e sarà come un requisito. Noi crediamo che la medicina rigenerativa sia il futuro”

Al momento però è tutto tranne che a buon prezzo. Il servizio costa sui 60 mila dollari ma Choulika ha voluto spiegare: “È un pagamento che garantisce per il vostro futuro. Al momento è costoso ma questo perché non sappiamo ancora quante persone beneficeranno di tale trattamento e quante si iscriveranno. Si tratta di una tecnologia molto complessa e sofisticata”

Però già diversi clienti si sono fatti avanti. Quello che hanno dovuto fare è stato incontrare un dermatologo presso SCA e farsi fare una piccola puntura sulla pelle, sotto il braccio, a 3 millimetri di diametro. È stato poi preso un campione di sangue poi mandato al centro di trattamento, che si trova a Singapore.

Le cellule vengono così coltivate in laboratorio e geneticamente manipolate con enzimi, in modo da farle passare allo stato di cellule staminali: “È come un computer a cui si vuole riavviare il sistema e risettare del tutto”, ha detto Choulika. “Le cellule in questo modo tornano al primo stadio”

Infine queste cellule staminali, vengono coltivate in tre grandi laboratori a Singapore, in Svizzera e a Dubai per poi essere pronte, in futuro, per l’uso.