Catalogna: da Nestlè a Airbnb, tutti i gruppi colpiti dal referendum

27 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

MADRID (WSI) – La Spagna è in subbuglio per il referendum sull’indipendenza indetto dalla Catalogna per il 1 ° ottobre che ha provocato un vero e proprio braccio di ferro con il governo centrale di Madrid e il premier Marianao Rajoy che insieme ai tribunali madrileni ha calcato la mano ordinando arresti e perquisizioni, il tutto per fermare il voto indicato illegale perché non sancito dalla Costituzione.

Ma a parte il terremoto politico, il referendum catalano potrebbe avere forti ripercussioni sulle aziende nazionali e straniere visto che molte hanno concentrato le loro attività spagnole nella Catalogna, indicata come il motore economico più potente di tutta la Spagna.

Ecco quali sono le aziende di maggiori importanza che potrebbero essere colpite dal referendum catalano qualora scatenasse turbolenze profonde. Si va dalla terza banca più grande della Spagna, la Caixabank che possiede partecipazioni anche in Telefonica, la più grande compagnia telefonica del paese a Repsol, la più grande compagnia petrolifera, entrambe con sede a Madrid fino ad Abertis Infraestructuras, oggetto di interesse da parte di Atlantia SpA, la società con sede a Barcellona che  gestisce concessioni stradali in Catalogna e altrove in Spagna. Si finisce con Gas Natural SDG, con sede a Barcellona, ma opera anche in tutta la Spagna – vulnerabile ai cambiamenti del quadro giuridico che potrebbero derivare dall’ indipendenza- e il Banco de Sabadell, la seconda banca principale della Catalogna che ha filiali in tutto il paese e deve trattare con le autorità di regolamentazione spagnole per poter operare.

Senza dimenticare altre aziende che sono maggiormente esposte al referendum catalano quali l’Industria de Disegno Textil, il più grande produttore di abbigliamento del mondo, noto anche come Inditex che  ha sede in Galizia, sulla costa opposta della Spagna, ma molti dei suoi marchi hanno uffici centrali in Catalogna e centinaia di fornitori e l’Aena gestore aeroportuale il cui principale azionista è il governo spagnolo che ha la concessione per l’aeroporto El Prat di Barcellona, il più grande della Catalogna.’

Ma anche le imprese straniere sono interessate dagli effetti del referendum. Così la Volkswagen che ha tre stabilimenti in Catalogna che producono auto per il marchio Seat e impiega 14.239 dipendenti, Cargill, la più grande azienda statunitense con sede spagnola a Barcellona e diversi stabilimenti in Catalogna che producono alimenti per animali, oli raffinati e ingredienti alimentari, fino alla Nestlè e Airbnb, le cui sedi spagnole si trovano proprio a Barcellona.