Catalogna: caos nelle piazze dopo la maxi condanna ai leader indipendentisti

16 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Durissime le condanne che la Corte suprema spagnola ha inflitto ai leader separatisti catalani due anni dopo la proclamazione unilaterale d’indipendenza della Catalogna avvenuta ad ottobre 2017 a seguito di un referendum che per il governo di Madrid era e resta illegale, scatenando la peggior crisi politica in Spagna degli ultimi 40 anni.

Condanne esemplari dalla magistratura spagnola

Le condanne sono comprese tra i 9 ai 13 anni di carcere, inflitte a 12 leader indipendentisti catalani tra cui Oriol Junqueras, membro del partito Esquerra Republicana e al tempo vicepresidente del governo indipendentista, la ex speaker del parlamento catalano Carmen Forcadell, i leader indipendentisti Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, e gli ex ministri catalani Dolors Bassa, Joaquim Forn, Raul Romeva, Jordi Turull e Josep Rull.

Per l’ex premier catalano Carles Puigdemont, fuggito in Belgio, un altro giudice iberico ha emesso un nuovo mandato di arresto internazionale, con l’accusa di sedizione e appropriazione indebita per la fallita secessione catalana dell’ottobre 2017. Ed è proprio Puigdemont a commentare su Twitter la sentenza di condanna.

Cento anni di carcere in totale, una barbarie. Ora più che mai, al vostro fianco e al fianco delle vostre famiglie. Bisogna per reagire, come mai prima d’ora. Per il futuro dei nostri figli. Per la democrazia, Per l’Europa. Per la Catalogna.

Subito dopo la sentenza anche il premier spagnolo Pedro Sanchez ha commentato:

Abbiamo bisogno di aprire un nuovo capitolo basato sulla coesistenza pacifica in Catalogna attraverso il dialogo nei limiti della legge e della Costituzione spagnola.
Nessuno è al di sopra della legge e in Spagna non ci sono prigionieri politici ma piuttosto alcuni politici in prigione per aver violato leggi democratiche.

Ma immediatamente dopo l’annuncio delle pesanti condanne a Barcellona sono iniziate manifestazioni e mobilitazioni di protesta. Studenti universitari e non solo hanno avviato cortei diretti a Plaza Cataluna e altre mobilitazioni e manifestazioni spontanee nella città catalana.
La polizia è intervenuta con il lancio di lacrimogeni e sparando proiettili di gomma e nella notte 40mila persone hanno assediato la sede della delegazione del governo di Madrid.
Sarebbero trenta le persone arrestate in Catalogna dalla polizia locale.