CASO ZUNINO: LE BANCHE STROZZANO I PICCOLI MA SALVANO I SOLITI NOTI

26 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
Comunicato stampa di Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali). Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – In un paese normale quando i banchieri chiedono il rientro degli affidamenti con un preavviso di 24 ore alle piccole e medie imprese letteralmente strozzate negli ultimi mesi dalla restrizione e dal razionamento dei prestiti, erogando al contrario, allegre concessioni di credito agli amici degli amici, mediante il consolidato metodo Zaleski neppure sorrette dalle garanzie necessarie per salvaguardare il pubblico risparmio, vengono sanzionati e non premiati dalle autorità vigilanti,se non prontamente incriminati e processati dalle Procure della Repubblica per concessione abusiva di credito.

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In Italia, Repubblica delle banche per eccellenza, grandi istituzioni creditizie come Unicredit, Intesa San Paolo, Banco Popolare, Monte dei Paschi, dopo aver concesso a piene mani credito abusivo alla Risanamento Spa, crollata sotto una montagna di 2,9 miliardi di debiti, ed a pilotare con Salvatore Mancuso proprio fiduciario ed amministratore occulto che ha operato per difendere gli esclusivi interessi delle banche e danneggiare gli altri creditori, invece di usare i Tremonti bond per finanziare le piccole e medie imprese, lo utilizzano per tentare il salvataggio degli amici degli amici dall’ennesimo crack annunciato addossato alla clientela.

Una gestione del credito e del risparmio, che lesina i prestiti a migliaia di piccole e medie imprese strette dalla morsa della crisi e che costringe tante famiglie a pietire la benevolenza delle banche per congelare rate di mutui e/o prestiti non più sostenibili, per continuare ad erogare finanziamenti allegri, come l’offerta presentata dalle quattro banche creditrici per salvare Risanamento, pari a 500 milioni di euro, oltre ad essere scandalosa, è pericolosa per un tessuto economico strozzato dalla restrizione creditizia che fa i salti mortali per garantire continuità aziendale e la salvaguardia dei posti di lavoro.