Caso Shalabayeva, prefetto Procaccini: “Alfano sapeva”

17 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Non ho nulla da rimproverarmi, la mia coscienza per quanto amareggiata è serena” e le dimissioni “sono un gesto di buona volontà per l’amministrazione”.

In un’intervista a La Repubblica l’ex capo di gabinetto del Ministero dell’Interno, Giuseppe Procaccini, ha fornito la sua versione della vicenda dell’espulsione della moglie e della figlia del dissidente kazako, Ablyazov.

“Il 28 maggio – ha spiegato Procaccini – ho ricevuto nel mio ufficio al Viminale l’ambasciatore kazako, che mi ha rappresentato la situazione di questo pericoloso latitante che si sarebbe trovato in una villa a Casal Palocco. Ho immediatamente interessato della questione il Dipartimento della pubblica sicurezza nella persona del dottor Valeri”.

Alla domanda se fosse stato il ministro Alfano a chiedergli di ricevere l’ambasciatore al Viminale, Procaccini ha risposto che “Si’. Ero stato informato che l’ambasciatore doveva riferirmi una questione molto delicata”.

E dopo l’incontro riferì al ministro quanto le aveva chiesto l’ambasciatore sul conto di Ablyazov e che della questione si sarebbe occupato il Dipartimento? “Si’. Gliene accennai successivamente. Non la sera del 28, perché ricordo che l’incontro con l’ambasciatore finì molto tardi. Direi il giorno successivo. Il 29”. Dunque dal 29 il ministro sapeva che la diplomazia kazaka aveva chiesto “l’arresto di un pericoloso latitante“.

Procaccini ha spiegato che non era a conoscenza del fatto che Ablyazov fosse un dissidente: “L’ambasciatore kazako mi parlò soltanto di un pericoloso latitante. E mi risulta che anche nelle banche dati Interpol sul soggetto in questione non vi fossero informazioni diverse dai reati per i quali era ricercato”.

Infine, a blitz avvenuto, “non mi venne comunicato del fermo della signora e di sua figlia. A me – ha concluso Procaccini – venne solo comunicato dal Dipartimento, in modo sintetico, che la ricerca del latitante in questione aveva dato esito negativo. E per me, dunque, la storia finiva li'”.

La Commissione europea puntualizza di non aver chiesto alcuna informazione all’Italia sulla vicenda di di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Ablyazov, espulsa con la figlia dall’Italia. “Non abbiamo chiesto alle autorità italiane informazioni ufficiali, visto che le autorità italiane, ai massimi livelli, stanno attivamente chiarendo la situazione”, ha affermato Michele Cercone, portavoce della commissaria europea agli Affari interni Cecilia Malmstroem, durante l’incontro con la stampa di metà giornata a Bruxelles.

Sulla questione “non è cambiato nulla: non ci sono contatti”, ha aggiunto la portavoce della Commisisone Pia Ahrenkilde Hansen.
(RaiNews24-TMNews)