CASI CIRIO E ARGENTINA: AUTORITA’ INETTE E TARDIVE

7 Giugno 2003, di Redazione Wall Street Italia

Consob e Banca d’Italia hanno avviato ispezioni sulle principali banche, quelle che hanno interessato il maggior numero di risparmiatori, per vedere come sia avvenuto il collocamento dei bond Cirio e Argentina”.

Lo ha annunciato il presidente della Consob Luigi Spaventa nel corso di una audizione alla Commissione finanze della Camera aggiungendo che un’altra ispezione della commissione e’ in corso su Banca 121 del Gruppo Monte dei Paschi di Siena per la vendita dei prodotti My Way e For You.

Nel corso dell’audizione Spaventa ha ricordato come nel caso delle obbligazioni Cirio non c’era obbligo di prospetto informativo in Italia in quanto si trattava di emissioni fatte in Lussemburgo, ma nel documento era indicato chiaramente che i titoli non potevano essere collocati presso i risparmiatori ma solo presso gli investitori istituzionali.

All’esame di Bankitalia e Consob c’e’ ora la documentazione relativa al collocamento dei titoli argentini e del gruppo agroalimentare. In particolare, ha spiegato Spaventa, e’ importante vedere “se esistevano sistemi di controllo interni, se i vertici fossero a conoscenza di queste operazioni, o peggio se ci fosse incentivazione al collocamento”.

Piu’ nel dettaglio la procedura intrapresa esamina la modulistica e “se si trovano moduli troppo semplificati, atti a trarre in inganno, o si riscontrassero indizi di incentivo ai collocatori, potrebbe configurarsi un comportamento censurabile”. Spaventa non ha nascosto che la fase di accertamento sara’ “lunga e costosa in termini di risorse”.

Il presidente della Consob ha quindi sottolineato che “c’e’ un problema di informazione e di educazione dei risparmiatori al rischio. La Consob ha messo sul proprio sito una guida per l’acquisto dei titoli e si accinge a farlo per le obbligazioni. La cosa piu’ difficile e’ far capire ai risparmiatori che non esiste ‘un pasto gratis’ ovvero che ogni rendimento e’ legato al rischio”.

Il caso Cirio, ha ricordato Spaventa, ha coinvolto piu’ di 30.000 risparmiatori per piccoli importi con modalita’ tra le piu’ varie. Piu’ in generale sul collocamento di questo tipo di obbligazioni “siamo in una terra grigia. Si tratta ora di fare una formula semplice che metta al corrente dei rischi” il pubblico, piuttosto che puntare su prospetti informativi lunghi e spesso difficili da comprendere.

Per quanto riguarda Banca 121 (Gruppo MPS) l’ispezione intende verificare le modalita’ di vendita dei prodotti For You e My Way “che presentavano una certa singolarita’, per usare un eufemismo”.

(a cura di ADUC)