CASE, MERCATO A PICCO:
-34% IN FRANCIA E SPAGNA, TIENE L’AMERICA

27 Agosto 2008, di Redazione Wall Street Italia

Tempi duri per il settore immobiliare. L’immobilismo che aveva caratterizzato gli ultimi mesi si è trasformato in una flessione che, in molti Paesi, dalla Spagna al Regno Unito, assume le dimensioni di un vero e proprio crollo. L’ultimo esempio in ordine di tempo arriva dalla Francia, dove le compravendite di case in alcune regioni sono diminuite anche più del 50%.

Tengono gli Stati Uniti, dove il mercato continua a crescere, anche se a ritmi blandi, ma deve fare i conti comunque con una drastica flessione dei prezzi di vendita: a luglio -15,9% rispetto al dato di un anno fa. Secondo un recente rapporto di Standard & Poor’s, queste non sono che le prime avvisaglie di una crisi molto più estesa, che finirebbe per coinvolgere tutti i Paesi industrializzati e potrebbe vedere la fine solo nella tarda primavera del prossimo anno. Ecco un’analisi della situazione nei diversi Paesi del mondo.

– FRANCIA: le compravendite sono diminuite del 34% nel secondo trimestre su scala globale, con un -30% nei primi sei mesi dell’anno. Il numero delle case ora presente sul mercato è sceso a 110.500 unità, un valore mai così basso dal 1982. E sul fronte dei prezzi non va meglio: quest’anno, il mercato francese ha perso circa il 3% per quanto riguarda le vecchie abitazioni e il 4-5% nel settore delle nuove. Secondo un’indagine dell’Institut Xerfi di Parigi, il mercato immobiliare potrebbe perdere circa il 14,5% del proprio valore fino al 2011, per poi riprendersi solo dopo tale data.

– SPAGNA: crollo verticale anche qui, con le compravendite scese di oltre il 34% a maggio, con un crollo del 43,6% per le case esistenti e, nel campo delle nuove abitazioni, del 39% per l’edilizia popolare. I prezzi continuano a crescere, anche se a ritmi più ridotti rispetto al passato: nel secondo trimestre il rialzo è stato del 2%, il dato più basso degli ultimi 10 anni. Ma gli 1,5 milioni di nuove case invendute fanno propendere gli esperti verso possibili ribassi dei prezzi.

– REGNO UNITO: in Gran Bretagna si sta vivendo il momento peggiore degli ultimi 30 anni. Nel primo trimestre il numero delle compravendite è stato il più basso dal 1978, meno di venti per ogni agenzia presente sul territorio. E i prezzi continuano a scendere. Nel mese di luglio, secondo i dati della società di ricerca Hometrack, il valore delle case è calato del 4,4% su base annua, con un prezzo medio di 168.500 sterline. La maggiore contrazione da sette anni a questa parte. E il numero dei mutui concessi è sceso a luglio del 65%, ai livelli minimi degli ultimi 10 anni.

– STATI UNITI: il mercato qui sembra tenere, anche se non mancano i segnali di sofferenza. Le compravendite di case esistenti sono aumentate a luglio del 3,1%, molto sopra le attese, così come meglio delle stime si sono dimostrati gli acquisti di case nuove, con un rialzo del 2,4%. Ma sul fronte dei prezzi le novità non sono positive: a giugno l’indice Case-Shiller, che stima il prezzo delle abitazioni case nelle prime 20 città, è sceso del 15,9%, il diciottesimo calo consecutivo e quello più pesante nella storia dell’indice.

– GIAPPONE: situazione difficile anche in Estremo Oriente, dove si assiste ad una serie infinita di fallimenti di società immobiliari, saliti dell’80% rispetto allo scorso anno. Il mercato degli immobili messi in vendita è sceso del 44,5% in dodici mesi, e di questi solo la metà sono stati venduti.