CASA: 2003 MERCATO RECORD, MA I PREZZI FRENANO

30 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Prezzi, compravendite e fatturato in aumento, il 2003 è l’anno del mattone. La corsa all’acquisto di case iniziata nel 1999 è giunta quest’anno all’apice ed ora si appresta a rallentare a causa di una domanda ormai quasi esaurita, anche per i prezzi ancora molto elevati.

Quest’anno si chiuderà, riferisce Scenari Immobiliari, istituto di studi e ricerche sul settore, con circa 840.000 compravendite eseguite, in leggero aumento rispetto al 2002, per un fatturato complessivo di 103 miliardi di euro (+7%). Oltre ad appetibili tassi dei mutui, a spingere la domanda quest’anno ha concorso un nuovo fattore: l’investimento rifugio nel mattone ha assunto una valenza ancora maggiore in vista di una copertura pensionistica sempre più ridotta.

Se nel resto dell’Europa i mercati immobiliari hanno già iniziato ad evidenziare segni di cedimento, in Italia “questi segnali – secondo Scenari Immobiliari – appaiono più lontani” anche se cominciano “ad osservarsi dei rallentamenti, soprattutto sul fronte dei prezzi”. Dal ’99 ad oggi i rincari sono stati, precisa l’istituto, del 45% ma la corsa all’aumento é andata lentamente ridimensionandosi: se nel 2002 l’aumento dei prezzi per quanto riguarda esclusivamente le case era stato dell’8,5% rispetto al 2001, quest’anno l’incremento sarà del 7,2% (per un fatturato pari a 103 miliardi), per scendere poi ulteriormente nel 2004 al 4,5%.

A drogare il mercato, sottolinea invece il Gruppo Toscano, sono i tassi di interesse sui mutui: “L’indice di riferimento Euribor, mantenendosi ancora su livelli minimi – dice il presidente del Gruppo, Ilario Toscano – induce le famiglie ad utilizzare lo strumento del mutuo nell’acquisto della casa, scegliendo in genere il variabile rispetto al fisso, che risulta mediamente di oltre 2 punti maggiore del primo”.

Nel 2003 le compravendite saranno pari a 820.000-840.000 unità, “in linea se non addirittura meglio del 2002, portando così il totale degli ultimi quattro anni, cioé da quando è scattata la corsa all’acquisto, a 2 milioni di unità. A far da traino sono le seconde case, soprattutto quelle in località turistiche, segmento nel quale si è registrato un incremento del 50%, spiega il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia.

Dinamica anche la domanda di seconde case nuove, affascinanti per il canone libero per chi le voglia dare in affitto. Per quanto riguarda, invece, le prime case la domanda é ferma a causa dei prezzi troppo elevati: dal ’99 ad oggi i rincari sono stati del 45%. Per un prima casa in una grande citta’ bisogna sborsare in media 250.000 euro, a fronte dei 120-150.000 per altri immobili, come le case al mare o in montagna”.

Per Scenari immobiliari, il mercato italiano è stato spinto dalle città di seconda schiera, come Torino, Bologna e Firenze. A Roma e Milano, invece, il mercato risulta in rallentamento, fatta eccezione per gli hinterland. Non completamente in linea con l’esame del mercato svolta da Scenari Immobiliari è il Gruppo Toscano. “Prevediamo un 2004 certamente non in calo, né in stallo, visto che da un lato i tassi di interesse sui mutui si mantengono ancora bassi, e questo ovviamente continuerà ad agevolare l’investimento immobiliare, e dall’altro – spiega il presidente del Gruppo, Ilario Toscano – abbiamo una Borsa che non concede ai suoi investitori grosse soddisfazioni”.

Il mix di questi due fattori non fa prevedere “un calo degli scambi, tuttavia – aggiunge Toscano – ritengo che il mercato immobiliare ha avuto in questi ultimi anni un crescendo con incrementi che hanno superato anche le più rosee aspettative e quindi nei mesi a venire si avrà un mercato più maturo e più attento, che tuttavia manterrà la sua vivacità”. L’investimento immobiliare è considerato sempre più solido soprattutto dalle famiglie medie, “molto attente ad indirizzare le proprie scelte – afferma Toscano – verso situazioni che possono migliorare la qualità della vita: la vicinanza al posto di lavoro, una zona tranquilla e residenziale con scuole e negozi, spazi verdi”.

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