Carte di credito e millennial: gestirle male significa guai finanziari in futuro

12 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Dal 2008 al 2012, solo il 41% dei ventenni era in possesso di una carta di credito, percentuale cresciuta nel corso del tempo fino ad arrivare al 52% di oggi. Tuttavia, come riporta un articolo a firma di Sheila Bair della FDIC, apparso su CNBC, questa percentuale di millennial alle prese con la carta di credito sta gestendo male quel debito.

I millennial devono fare già i conti con 370 miliardi di dollari di prestito studentesco che grava sulle loro spalle a cui si aggiunge il fatto di avere un patrimonio netto inferiore a quello della generazione precedente. In più cèè il debito delle carte di credito, il peggior tipo di debito che possa esserci afferma Bair.

Oggi una carta di credito in media ha un tasso di interesse del 17 per cento e rendimenti pari a zero. Certo c’è debito e debito. Contrarre debito per pagarsi gli studi ha un certo senso. Così contrarre un mutuo per comprare casa può essere un buon investimento. L’uso della carta di credito, sottolinea l’esperta, ha senso quando il debitore paga i saldi ogni mese, mantenendo il tasso di interesse effettivo a zero. Andare in rosso sulla carta, cosa che succede spesso ai giovani, è una vera e propria pazzia finanziaria visto che una volta che si rimane indietro nei pagamenti con carta di credito, è difficile recuperare.

Essere morosi con la propria carta può finire per danneggiare la vita finanziaria anche dopo visto che, risultando cattivo pagatore, quando si andranno a contrarre altre tipologie di prestito, risulterà, e si finirà per pagare commissioni più alte.  La colpa però non è tutta dei giovani. I millennial sono confusi perché la società non offre validi esempi di prudenza finanziaria. Da qui l’importanza dell’educazione finanziaria anche nei programmi scolastici in modo che fin da piccoli si possa comprendere le  basi del debito, i suoi benefici, le sue trappole e come usarlo responsabilmente.