CARRY TRADE: POCHE CERTEZZE, GRAN POTENZIALE

20 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

La giuria si ritira per deliberare. Al momento sono poche le certezze sul carry trade: il dollaro ha guadagnato terreno, ma lo yen, l’euro e la sterlina potrebbero minacciare la sua posizione. Come si delineera’ il futuro del valutario e quali posizioni prendere?

Prima della crisi finanziaria lo yen era utilizzato come il principale asset per portare avanti operazioni di carry trade. La moneta giapponese offre ancora un’attraente opportunita’ di scambio, consentendo di fare leva sui tassi di interesse molto bassi, ma la valuta americana ultimamente e’ diventata la scelta numero uno di molte operazioni di carry trade – la pratica che prevede prendere a prestito valute a basso rendimento per poi investire il ricavato in asset ad alto rendimento.

E’ difficile dire quanto sia cambiato lo scenario del carry trade per effetto di questo passaggio di consegne e quale futuro aspetta il panorama del valutario. Provando a dare una misura di cosa e’ cambiato nel passaggio da yen a dollaro, si scopre una solo punto fermo: il potenziale di guadagno da investimenti speculativi di questo tipo e’ ora enorme.

Risulta complicato fare una valutazione accurata perche’ e’ difficile separare le attivita’ di carry trade dalla categoria degli investimenti non speculativi, o per meglio dire gli investimenti che si basano sulle possibilita’ di crescita dei fondamentali da quelle offerte invece dagli scambi tecnici sul breve termine.

E’ difficile giudicare inoltre quando l’economia finanziaria nel suo complesso si distacca dall’economia reale. Che e’ poi quello che e’ successo durante la crisi dei mutui subprime. A ogni problema c’e’ pero’ una soluzione.

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