Caro carburante: CGIA di Mestre, in un anno aumenti a due cifre per pieno di un Tir

7 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Ad essere arrabbiati per l’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio da autotrazione non sono solo gli automobilisti italiani, ma anche gli autotrasportatori. A certificarlo è la CGIA di Mestre che ha analizzato gli aumenti dei prezzi alla pompa (sia della benzina che del gasolio) registrati, rispetto un anno fa, su alcune tra le più importanti tratte autostradali italiane: Milano Roma; Torino-Venezia; Bologna-Reggio Calabria. Per quanto riguarda il costo del pieno, rispetto ad un anno fa, un autotrasportatore alla guida di un Tir di peso superiore alle 11 tonnellate con una capacità di serbatoio di 550 litri, paga, oggi, 664,8 euro per fare il pieno di gasolio. Un anno fa, per fare la stessa operazione, doveva lasciare alla stazione di servizio 560,2 € (aumento quindi di 104,6 € pari al + 18,7%). In riferimento, invece, alle tratte autostradali, sempre alla luce dell’aumento del prezzo del gasolio alla pompa, il nostro autotrasportatore, nell’ipotesi di un consumo di 3 litri al chilometro, pagherà per percorrere l’autostrada Milano-Roma, 39,8 euro in più rispetto all’anno scorso; 27,9 euro in più sulla Torino-Venezia; 73,2 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria; 32,8 euro in più sulla Firenze-Napoli. “Tenuto conto che il 70% circa delle nostre merci viaggia su gomma – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – non è da escludere che entro Natale ci ritroveremo con un aumento di tutto rispetto dei prezzi dei principali beni di consumo. Inoltre – prosegue Bortolussi – questo aumento del gasolio è un vero e proprio salasso che sta mettendo in ginocchio tantissimi padroncini italiani. Se a questa situazione si aggiunge il rincaro delle polizze assicurative registrato in questi ultimi anni e il ritardo con cui vengono pagati i trasportatori italiani, con tempi medi che oscillano tra i 180 e i 240 giorni, lo scenario si commenta da sé.” La CGIA di Mestre ricorda che gli autotrasportatori hanno la possibilità di recuperare una quota del costo del gasolio sostenuto attraverso il meccanismo della carbon tax.. In pratica, ogni 1.000 litri di gasolio consumati, gli autotrasportatori hanno un credito di imposta di 19,78 €. Un importo troppo modesto che, secondo la CGIA, dovrebbe essere ritoccato all’insù. Per quanto riguarda il settore auto la simulazione fatta in questo caso suddivide le autovetture in 4 segmenti: Utilitarie: rispetto a 12 mesi fa, il proprietario di una piccola autovettura pagherà 5 euro in più sulla tratta Milano-Roma; 3,5 euro in più sulla Torino-Venezia; 9,1 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria; Medie; rispetto al dicembre 2009, il proprietario di una autovettura di media cilindrata pagherà 6,1 euro in più sulla tratta Milano-Roma; 4,3 euro in più sulla Torino-Venezia; 11,3 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria; Grandi: rispetto a 12 mesi fa, il proprietario di una autovettura di grande cilindrata pagherà 7,5 euro in più sulla tratta Milano-Roma; 5,3 euro in più sulla Torino-Venezia; 13,9 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria; Suv: sempre rispetto al dicembre 2009, un proprietario alla guida di un Suv pagherà 8,5 euro in più sulla tratta Milano-Roma; 5,9 euro in più sulla Torino-Venezia; 15,6 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria.