Carmignac compra pagina FT per dire: “Trichet, non ci mancherai!”

5 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Edouard Carmignac, patron di una delle più note e redditizie società di gestione di fondi d’investimento in Europa, ha scelto un modo singolare, e assai critico, per salutare il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet che da novembre cederà il timone a Mario Draghi.

Ha acquistato una pagina intera del Financial Times stigmatizzando la politica monetaria del banchiere centrale francese e chiedendo “azioni immediate” per salvare l’euro e la sua economia: un taglio dei tassi a zero e una dichiarazione di disponibilità a acquistare ammontari illimitati dei titoli di stato dei Paesi attualmente al centro della crisi del debito.

“Signore, – si legge nella lettera indirizzata a Trichet – addio, certamente non ci mancherà! Durante la sua carriera lei ha inferto un colpo fatale all’industria francese con la sua politica del franco forte degli anni ’90, ha aggravato l’impatto della crisi del 2008 sottostimando la sua portata e, più recentemente, ha messo a repentaglio l’euro con aumenti sconsiderati e con un sostegno ai paesi europei indeboliti dal debito che è stato manifestamente inadeguato”.

Il finanziere francese considera la riunione del consiglio Bce del 6 settembre, l’ultima presieduta da Trichet, “l’ultima occasione di lasciare un segno positivo”. Due le richieste di Carmignac al banchiere centrale. “Tagliare il tasso d’interesse della Bce a zero”, Una decisione che “abbassando immediatamente dell’1,5% l’onere per interessi dell’intera eurozona fornirebbe una spinta positiva e benvenuta, in particolare, dai paesi membri più deboli” contribuendo oltretutto ad affrontare il nodo della sopravvalutazione dell’euro.

Carmignac, infine, sollecita Trichet a formulare una dichiarazione d’intenti perchè la Bce possa acquistare sul mercato ammontari illimitati del debito sovrano dei paesi in difficoltà dell’eurozona senza sterilizzare tali interventi ma fissando dei limiti quantitativi (una percentuale del Pil) sugli acquisti sui singoli Paesi.

Uno schema – sottolinea – che risolverebbe due problemi: restituire l’accesso al mercato dei paesi in difficoltà alleviando inoltre il problema dell’attuale esigenza di massicce ricapitalizzazioni da parte delle banche. “La situazione – conclude – è seria e richiede un’azione immediata” e “spero sinceramente che lo zelante civil servant di esperienza che tutti conosciamo si rivelerà un vero statista”.