Capitolazione a Milano. Archiviate le peggiori due settimane di sempre con un crollo epocale: -24%

5 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Stretta nella morsa della volatilità Piazza Affari ha continuato a oscillare guardando alla performance dei titoli di stato italiani. Nel finale l’indice Ftse Mib conclude l’ottava in calo dello 0,70% a 16.015 punti. A marzo l’indice era sopra quota 23.000, la perdita e’ la piu’ forte di sempre per la borsa di Milano, circa -24% in dieci sedute (due settimane).

I rendimenti del btp a 10 anni e’ fissato in chiusura al 6,088% in ribasso rispetto ai massimi assoluti (6,40%) ma sempre sopra la soglia di allarme del 6.0%. Lo spread tra btp e bund tedesco e’ a quota 374. I CDS (credit defualt swap) continuano a segnalare le preoccupazioni del mercato internazionale sulla solvibilita’ dell’Italia, con il derivato che tocca oggi il nuovo record assoluto a quota 386 punti base e il rapporto wsi/ita, ovvero il differenziale tra i rendimenti dei Treasury a 10 anni e i corrispondenti btp italiani in crescita al top di 360. Elemento di tensione rimane l’attacco della speculazione globale contro l’Italia, con il nostri titoli che superanno lo yield del bond Spagna. Il rendimento del BTP a 10 anni rende infatti più del Bonos Spagnolo, che offre un tasso al 6,049%. Il motivo e’ semplice, visto dall’estero: l’Italia e’ debole politicamente e finanziariamente, anello critico per la tenuta del sistema euro. Un caso politico/economico insostenibile, nel breve, medio e lungo termine. A meno di interventi eccezionali.

BOND ITALIANI RITENUTI MENO SICURI DI QUELLI SPAGNOLI – Roma arriva a fare peggio della Spagna sul fronte dei titoli di stato: d’altronde, come riportato dal Financial Times, lo stesso Fmi, sarebbe più propenso ad aiutare la Spagna che l’Italia.

E’ tutta una questione di credibilità, come afferma Louise Cooper, analista di mercato presso BGC Partners a Londra: “Berlusconi è più interessato ai fatti suoi che ai mercati dei titoli di stato. Litigare poi di fronte al pubblico con il proprio ministro dell’Economia è qualcosa di inaudito”. Intanto, il premier Berlusconi incontrerà più tardi i leader europei per fare il punto della situazione.

All’indomani dei forti crolli che hanno portato le borse europee a essere sospese, travolte da sell off a livelli che non si vedevano dalla crisi finanziaria del 2008, il Ftse Mib ha vissuto l’ultima sessione della settimana di nuovo sull’ottovolante: dopo aver aperto in calo a -3,92%, è arrivato a salire più del 2%, per poi perdere nel finale lo 0,62%. Si e’ verificato in chiusura il consueto blocco dell’indice e della trattazione di molti CW (credit warrants) e derivati, il che ha creato immensi disagi e perdite a molti investitori privati e istituzionali, uno scandalo sul quale nessuno chiama Borsa Italiana a dare una spiegazione. E men che mai l’organo di vigilanza sui mercati e la borsa, Consob.

Si smorza l’effetto delle buone notizie che provengono dagli Stati Uniti: il rapporto sull’occupazione Usa ha messo in evidenza come, nel mese di luglio sono stati creati in America 117.000 posti di lavoro, più del previsto. Il tasso di disoccupazione, inoltre, è sceso al 9,1% dopo il 9,2% precedente. Ma la stessa Wall Street anche registra una performance prima volatile, poi in ribasso.

TITOLI SOTTO I RIFLETTORI NEL FTSE MIB – Tenaris (downgrade di Cheuvreux), Saipem e Pirelli sono i peggiori del listino con ribassi superiori al 5%. Molto bene Telecom IT dopo i risultati del semestre, così come per lo stesso motivo si muovono al rialzo Intesa e Buzzi. Recupera anche Fiat (+3%) dopo il crollo di ieri.

Hanno resistito i bancari, ma i buy si sono ridotti nel finale in modo notevole. Unicredit +1,73%, Ubi Banca negativa con -3,46%, Intesa SanPaolo rimasta il titolo bancario migliore con un +7% circa, brindando ai conti diffusi in giornata. Da segnalare che le valutazioni sia di Unicredit che di Intesa viaggiano ai valori minimi dai tempi di Lehman.

In rialzo anche Mps (+1,16%) e Banco Popolare (+4,09%). Riguardo ai titoli non bancari, Fiat Industrial +0,40% e Pirelli -4,15%. Tonfo soprattutto per Saipem (-13,12%) e Tenaris (-12,14%), che hanno scontato il forte calo dei futures sul petrolio segnato negli ultimi giorni. Giù con ribassi superiori al 4% anche Snam Rete Gas, Lottomatica e Autogrill.

Azioni Italia

Bastogi (EUR1,319): la situazione consolidata al 30 giugno 2011 presenta una perdita netta di periodo di circa EUR3,1 mln, in miglioramento rispetto ad una perdita di circa EUR3,6 mln del corrispondente periodo del 2010. I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono aumentati di circa il 29% passando da EUR4,5 mln a EUR5,9 mln (aumento di circa il 22% rispetto al 2010 a parità di perimetro di consolidamento.

Buzzi Unicem (EUR7,325): ha chiuso il semestre con utile netto a EUR11,9 mln ed un Ebitda a EUR183,1 mln, e conferma le previsioni di un miglioramento dei risultati nel 2011 rispetto al 2010.

Emak (EUR3,45): ha annunciato l’acquisizione di Comet, Tecomec, Sabart e Raico per EUR82,7 mln; l’operazione verrà finanziata da un aumento di capitale per un importo massimo di EUR58 mln.

Erg (EUR8,60): ha archiviato il primo semestre dell’anno con una perdita netta di EUR40 mln rispetto ad un utile di EUR2 mln nello stesso periodo del 2010.

Generali (EUR11,64): ha archiviato i primi sei mesi con risultato operativo in crescita oltre le attese ma utile netto in calo a causa delle svalutazioni sulle obbligazioni greche e sulla partecipazione in Telco. Per l’intero anno il
gruppo ha confermato gli obiettivi di utile operativo “compresi tra EUR4-4,7 mld”. Tornando ai conti, l’utile netto si è attestato a EUR806 mln, in calo del 7,7% vs lo stesso periodo 2010, dopo l’impatto netto di svalutazioni
straordinarie derivanti dai titoli di stato greci e dalla partecipazione in Telco.

Intesa Sanpaolo (EUR1,315): ha chiuso il 2Q con utile netto di EUR741 mln (+12,1% rispetto al 1Q e -26% su base annuale, anche se il 2Q10 beneficiava di circa EUR650 mln di plusvalenza netta dalla cessione dell’attività di securities services), dato superiore al consensus degli analisti pari a EUR690,7 mln. Il Core Tier 1 a fine giugno si attesta al 10,2%, mentre il Tier 1 all’11,8%.

Italmobiliare (EUR25): ha chiuso il primo semestre 2011 con utile netto quasi raddoppiato rispetto al 1H10 a EUR164 mln, a fronte di ricavi pressocchè invariati a EUR2,598 mld, mentre il risultato operativo, dopo ammortamenti per EUR240,9 mln, è stato pari a EUR143,1 mln rispetto ai EUR229,8 mln di un anno prima.

Luxottica (EUR19,81): ha firmato un accordo per acquistare Erroca, la principale catena di distribuzione di occhiali da sole israeliana, per circa EUR20 mln.

Tod’s (EUR82,10): ha chiuso il primo semestre 2011 con utile netto in rialzo a EUR65,4 mln (+26,7% rispetto al 1H10) a fronte di ricavi aumentati a EUR439,5 mln (+16,4%).

LE ALTRE PIAZZE FINANZIARIE EUROPEE – Londra -2,38%, Francoforte -2,14%, Parigi -0,74%, Madrid -0,16%. L’EuroStoxx50 chiude le contrattazioni in
flessione di oltre l’1%, in linea con la tendenza negativa che si respira in Europa. Tra i settori, male l’oil&gas e le risorse di base in scia alla debolezza del greggio, pesanti anche le auto ed il farma. Tra i singoli titoli,
segnaliamo ING e Santander tra quelli positivi, male invece BASF, Daimler ed Allianz.

Azioni Estero

Procter & Gamble (USD59,6): ha chiuso il 4Q fiscale terminato a fine giugno con utili e ricavi leggermente superiori alle attese. La società ha archiviato il periodo con Eps dalle continuing operations di USD0,84, due cent meglio delle previsioni. In totale, P&G ha chiuso il trimestre con utili per USD2,51 mld e ricavi a USD20,86 mld (+10%), rispetto ai USD20,63 mld stimati. P&G comunica di vedere un Eps core a fine anno fiscale compreso tra
USD4,17-4,33.

RBS (GBp27,83): ha chiuso i primi sei mesi 2011 con una perdita di GBP1, 14 mld, rispetto all’utile da GBP9 mln del 1H10, il doppio del consensus degli analisti che era pari a GBP571 mln. Anche RBS, come altri istituti francesi
e tedeschi, ha riportato una svalutazione legata al debito greco di GBP733 mln.

Macroeconomia

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti si è ridotto in luglio al 9,1%
rispetto al 9,2% di giugno e delle attese. Incremento degli occupati non agricoli in luglio negli Stati Uniti: 117.000 nuovi occupati a fronte dei 46.000 (rivisto oggi) di giugno e contro attese per un incremento di 85.000 unità. In Germania la produzione industriale ha registrato in giugno un calo dell’1,1% su mese, contro un consensus di +0,1%, contrapposto al +1,2% del mese precedente. I dati preliminari del PIL italiano per il secondo trimestre sono usciti oggi esattamente in linea con le attese: su base trimestrale +0,3% (da +0,1% del primo trimestre) e su base annua +0,8% (da +1,00% del primo
trimestre). Frenata della produzione industriale in Italia in giugno. Su base
annua il dato è di +0,2%, in discesa rispetto al 2,0% (rivisto oggi) di maggio, ed alle attese di incremento dell’1,8%. Su base mensile la
produzione è calata dello 0,6% (come in maggio) al di sotto delle attese di
un incremento del +0,2%.

Cambi e commodities

Sul fronte valutario in chiusura l’ euro ha guadagnato sul dollaro a $1,4193, scendendo invece sullo yen a 111,3295. L’euro sale anche sul franco svizzero, a 1,0833. Lato commodities, il Wti Usa recupera dai minimi in scia alle notizie
dell’esplosione di un oleodotto iraniano che fa da contraltare ai timori
su crescita e domanda.

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RAPPORTO UNICREDIT

EVENTI SOCIETARI

ATLANTIA (EUR11,45): gli analisti di M. Stanley hanno tagliato il giudizio da overweight a equal weight.

FINMECCANICA (EUR4,89): gli analisti di Ubs hanno ridotto il target price da EUR9 a EUR5, il giudizio è neutral.

TELECOM IT (EUR0,8025): il semestre evidenzia ricavi a EUR14,543 mld (+10% vs il 1H10), free cash flow operativo di EUR2,512 mld (+EUR360 mln vs il 1H10), mentre l’indebitamento finanziario netto rettificato è sceso a EUR31,119 mld. Il risultato netto consolidato è in rosso di EUR2,013 mld quale conseguenza della svalutazione dell’avviamento per EUR3,182 mld; senza tale intervento l’utile ammonterebbe a EUR1,169 mld, in linea con il 1H10.