Caos Melegatti: destino in mano a un fondo Usa

9 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Non c’è pace per Melegatti che gioca la sua ultima carta prima di dichiarare fallimento. L’azienda dolciaria di Verona che produce i famosi pandoro si affida al fondo americano De Shaw & Co per presentare al tribunale di Verona una manifestazione di interesse per salvare l’azienda.

Una richiesta che però è arrivata oltre il termine, ossia l’8 maggio quando la deadline era fissata al 7. De Shaw & Co ha sede a Londra ed è specializzato nel risanare aziende in crisi si è presentato in tribunale a Verona insieme alla presidente, nonché azionista di maggioranza dell’azienda Emanuela Perazzoli insieme ad advisor e legali. Settanta i dipendenti dello stabilimento dolciario che tengono il fiato sospeso e che dallo scorso gennaio sono in casa integrazione. Il tutto dipende dal giudice che dovrà approvare o meno la richiesta del fondo.

Poco prima del fondo avevano manifestato interesse a rivelare la storica azienda dolciaria rappresentante del made in Italy nel mondo il fondo maltese Abalone che aveva sostenuto in una situazione di estrema urgenza la campagna di Natale facendo produrre i panettoni ai lavoratori e vendendoli direttamente nello stabilimento fino alla trevigiana Hausbrandt, azienda di caffè che aveva presentato una identica manifestazione di interesse ma poi si era ritirata.

Il problema sembra che sia l’ammontare del debito della Melegatti che non sarebbe di 30 bensì di 50 milioni di euro, forse addirittura 58, una cifra monstre che avrebbe fatto scappare a gambe levate potenziali acquirenti. L’azienda nel 2016 aveva raggiunto i 70 milioni di fatturato e aveva ben 90 dipendenti diretti e 250 stagionali ma da gennaio 2017 la situazione è precipitata e l’azienda ha dovuto affrontare una crisi di liquidità senza precedenti mettendo in cassa integrazione i 70 dipendenti oggi rimasti. Ma la cassa integrazione termina l’11 luglio. Inizia la corsa contro il tempo.