Caos Manovra: maggioranza in bilico, vice ministro si dimette

4 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Giornata convulsa quella di ieri in Parlamento con la maggioranza che si salva sul DEF ma perde pezzi. Dopo che Giuliano Pisapia ieri aveva promesso il sostegno al governo nella votazione sul Documento di Economia e Finanza, e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan si era detto pronto a lavorare con il Pd, Ap e Mdp sulle misure da inserire in manovra, lo strappo si compie subito dopo.

Proprio i parlamentari di Mdp, il movimento di sinistra nato dalla scissione del Partito Democratico, danno del filo da torcere al governo e annunciano che voteranno la risoluzione di maggioranza sui conti pubblici – per cui servono 161 voti al Senato – ma poi alla votazione sulla nota di aggiornamento del Def, i parlamentari di Mdp usciranno dall’aula. Come dice il portavoce Roberto Speranza:

“L’auspicio è che nel prosieguo di questo lavoro l’atteggiamento del governo possa cambiare ma ora non ci sentiamo più politicamente dentro questa maggioranza e non voteremo il DEF: d’ora in poi, mani libere”.

La manovra di bilancio, che secondo Il Giornale contiene altri 5 miliardi di tasse, è ora in bilico. Per le risoluzioni al Def basta sì la maggioranza semplice ma l’uscita dall’aula dei senatori di Mdp avrà come effetto l’abbassamento del quorum. Stessa strategia verrà messa in atto dai bersaniani a Montecitorio.

A dare gli ordini in Mpd Massimo D’Alema come sottolinea ironicamente anche il capogruppo Pd Ettore Rosato:

“Ma perché, sono mai stati in maggioranza? Mi date una notizia. D’altronde, lì dentro c’è solo uno che decide la linea, e che già da mesi aveva chiesto la rottura con la maggioranza. Si chiama D’Alema”.

A seguito della decisione, Filippo Bubbico  che sostiene la posizione di Mdp ha annunciato che si dimetterà dalla carica di viceministro dell’Interno, riferisce una fonte politica. E mentre i senatori di Pisapia voteranno comune sì il governo si trova sul filo del rasoio e dovrà per forze di cose ricorrere al voto di fiducia.