Campus Party: com’è andata la prima edizione

18 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Il Campus Party è un’esperienza piuttosto nuova per l’Italia, nato in Spagna nel 1997 questo evento dedicato al mondo della tecnologia è sbarcato nel nostro paese solo l’anno scorso. Come per l’edizione 2018 in arrivo, l’appuntamento è stato a Milano durante il mese di luglio.

L’elemento che salta subito all’occhio, come nella tradizione del Campus Party, è la disponibilità di un ampio “accampamento” di tende che permettono ai partecipanti di vivere per tre notti tutta l’atmosfera per più giorni di fila. Il denominatore comune delle varie attività messe a disposizione e delle conferenze in programma è stato l’innovazione: sia essa declinata nel regno della tecnologia, della divulgazione scientifica, o di quello videoludico.

Fra gli ospiti dell’evento, tenutosi nel Mi.Co., il centro congressi di Milano Portello, non sono mancati grandi nomi della cultura “pop” italiana come Roberto Saviano ed Enrico Mentana, entrambi divenuti col tempo veri e propri influencer della rete.

Il tema portante della prima edizione italiana è stato “True News, il Giornalismo 4.0”, che ha trattato il tema delle fake news indicando le possibili contromisure. È stato proprio il direttore del Tg La7 a trattare il problema delle “distorsioni fattuali” nelle informazioni circolanti sui social network, sempre più importante vetrina per l’informazione.

“Sono attivo su Facebook per portare l’informazione sul campo di battaglia”, un terreno che ormai si sta trasferendo dai canali tradizionali come tv e giornali alla piazza dei social network e del web, aveva dichiarato Mentana nel suo intervento.  Il problema del giornalismo nell’era moderna, è stato anche affrontato sotto il profilo dell’elaborazione di nuovi modelli d’affari, in grado di rendere sostenibile un’attività che – se fatta a regola d’arte – richiede tempo e denaro.

Decine fra i partecipanti della prima edizione hanno condiviso le proprie impressioni sul profilo Facebook del Campus Party: “Un’Italia del fare, che ha tanta voglia di fare utilizzando il vettore del Digitale come mezzo di Macchiavelliana memoria per raggiungere il suo fine e cioè quello di rendere migliore il mondo in cui viviamo!”, aveva commentato Alessandro Carucci, “la tecnologia però da sola non può fare tutto, quello che fa realmente la differenza sono le persone, ed in Campus Party erano tutte riunite”.

Fra i dati numerici salienti della prima edizione spiccano le 200 tende occupate dai “campuseros” più appassionati, 300 speaker su 7 palchi e 400 ore di contenuti. Gli ospiti totalizzati ogni giorno sono stati 6mila.

Quest’anno l’appuntamento per tutti i “geek” e gli appassionati è, invece, dal 18 al 22 luglio alla Fiera di Milano Rho, sempre con la possibilità di accamparsi e vivere un’esperienza ancora più coinvolgente.