Camorra: fermato Zagaria, il boss numero uno dei Casalesi

7 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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Roma – Un altro passo importante per la lotta alla Camorra. Fermato il leader dei Casalesi, il Re Michele Zagaria. Era latitante da 16 anni. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli non ha smentito la notizia.

Da tempo erano in corso i lavori per cercare di raggiungerlo. E i giornalisti della zone riferiscono che si aspettavano la notizia sotto Natale. Lo hanno visto in volto e poi le forze dell’ordine l’hanno arrestato. Si tratta proprio di Michele Zagaria, l’ultimo superlatitante della camorra casalese, l’uomo individuato oggi in un covo a Casapesenna, nel casertano.

L’operazione è stata condotta dalle Squadre mobili della polizia di Napoli e di Caserta. Il latitante è stato individuato in un bunker in via Mascagni, e ora si scava per prenderlo.

La notizia è stata confermata di fatto dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, anche se nessuno ha potuto ancora vedere in volto l’uomo nascosto. Quest’ultimo però, parlando con gli agenti della polizia, ha confermato di essere Zagaria. Il paese di Casapesenna, del quale Zagaria è originario, è interamente circondato da poliziotti.

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Le prime parole che Zagaria ha rivolto a chi lo ha arrestato sono state: “Avete vinto voi ha vinto lo Stato”.

Dopo l’arresto di Bernardo Proven­zano, Zagaria era salito in cima all’elenco dei lati­tanti piu’ peri­colosi d’Italia. Cosi’ viene definito da Roberto Saviano: “Michele Zagaria, dai molteplici con­tronomi: Michele di Cas­ape­senna, Capas­torta, Man­era, è lui il capo oper­a­tivo del cartello dei «casalesi». ?È lui che appar­ente­mente con respon­s­abil­ità fidu­cia­ria rice­vuta da San­dokan e Bidognetti, opera come ver­tice del cartello crim­i­nale del cemento.

Secondo il resconoto, Zagaria ha pre­teso che la “sua” Cas­ape­senna diventasse un luogo capace di arti­co­lare tran­quil­lita’ per la sua lati­tanza e allo stesso tempo un’incubatrice attenta e effi­ciente per le sue aziende. Imp­rese che sono riuscite a essere attive e redditizie in ogni parte d’Italia.

“Dalla Toscana all’Emilia, da Sas­suolo a Cra­covia, le imp­rese del cartello dei casalesi seguendo la scia del cemento arrivano ovunque”, raccontava Saviano in una lettera del 2006. Coordinati da Michele e Pasquale Zagaria, gli impren­ditori del cartello dei casalesi erano rius­citi ad infil­trarsi anche negli appalti per la costruzione della linea Ali­fana, a vin­cere gare per la costruzione di parti degli edi­fici Nato del com­pren­so­rio di Licola e ad inve­stire in immo­bili a Parma e Milano.

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