Cameron difende le aziende: creare ricchezza non è anti-sociale

23 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Neanche questa volta il premier inglese, David Cameron, è andato per il sottile. Questa volta al centro della discussione non c’era nessun Trattato europeo bensì il mondo delle aziende che si sarebbe macchiato di voler perseguire anche in tempi di crisi la strada del profitto. Ci ha pensato lui, il primo ministro britannico, a rimodulare Oltremanica i toni di quegli attacchi al vetriolo sferrati dai Conservatori.

Lo ha detto chiaro e tondo: “Fare business è la forza più potente del progresso sociale che il mondo abbia mai conosciuto” e può essere altrettanto “morale, quanto lo è per il settore pubblico”. Poche parole, ma chiare per tranquillizzare la classe dirigente del Paese che aveva finito per bollare Cameron quasi come un incapace nel voler prendere posizione nel dibattito.

Da oggi i dubbi sono stati sgombrati. Il primo ministro ha scoperto le sue carte: si è dichiarato sostenitore della libera impresa e ha rifiutato l’idea “pericolosa” che “la creazione di ricchezza sia in qualche modo anti-sociale”. Per Cameron porta solo ampi benefici a tutti.