Cambi, moneta unica ancora stabile

10 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

di Lorenzo Daglio ed Emanuele Furlan*

Inizio di settimana senza particolari scossoni sul mercato delle valute, vista anche la mancanza di spunti macroeconomici di particolare rilievo. La settimana è cominciata con la pubblicazione dei prezzi alla produzione in Inghilterra e della produzione industriale in Germania. Il dato inglese, sia nella componente input che output, è uscito in linea con le aspettative degli analisti, rispettivamente in aumento del 2,1 per cento e del 2,4 per cento su base annuale. Dalla Germania sono arrivati i dati relativi alla bilancia commerciale, uscita a 17,5 miliardi di euro contro i 16 miliardi di consensus, mentre a giugno la produzione industriale è cresciuta su base mensile dell’ 1,9 per cento, in linea con le previsioni. L’euro/dollaro è stato scambiato tra 1,361 e 1,3637, confermando la validità della resistenza a 1,3639 che, se si esclude il top a 1,3659 di giovedì scorso, rimane il livello chiave superato il quale si aprirebbe nuovamente la strada per nuovi massimi. Il trend rialzista sul grafico giornaliero sembra non avere segni di una possibile inversione, almeno nell’immediato. Riteniamo, di conseguenza, che la possibilità di un ulteriore rialzo abbia fondamento sia dal punto di vista fondamentale che dal punto di vista tecnico. L’euro rimane forte contro tutte le principali valute antagoniste, a esclusione della sterlina, con il cross che ha rimbalzato sulla resistenza a 0,6777 per poi rientrare in area 0,676, visto anche il dato uscito in mattinata. Nuovo massimo anche per il cross euro/yen, che ha toccato 168,5 per poi rintracciare 50 pips sotto in area 168 e figura. Il raggiungimento della soglia psicologica a 170 è sempre più vicino, considerando anche l’inerzia delle istituzioni, sia europee che giapponesi, che non intervengono attivamente sul cambio. Da un lato ricordiamo che in Giappone si andrà alle urne a fine mese per le politiche: sembra quindi inevitabile che lo yen possa perdere altro terreno nelle prossime settimane, visto che un ritocco della politica monetaria a ridosso di una scadenza appare un’ipotesi recondita. Il raggiungimento comunque di quota 170, magari con 250 in termini di sterlina/yen e 125 di dollaro/yen, potrebbe rappresentare il punto per cominciare a vedere una correzione, che con questi livelli di prezzo sarebbe sicuramente violenta e potrebbe fare molto male ai fedelissimi del carry trade che continuano a vendere yen anche a questi livelli. Occhio anche al dollaro canadese, che da venerdì si è riportato ancora una volta sotto 1,05 contro quello Usa. Il costo del denaro oggi dovrebbe salire ancora di un quarto di punto, arrivando al 4,5 per cento e rendendo la valuta canadese ancora più appetibile.

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