CAMBI: L’EURO PERDE TERRENO CONTRO IL DOLLARO

1 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

Euro sulle montagne russe in una giornata condizionata dall’altalena dei prezzi del petrolio e da notizie contrastanti sulla congiuntura statunitense, a partire dal rallentamento dell’ occupazione alla conferma della ripresa dell’inflazione. Un segnale quest’ultimo che rafforza le attese di una politica monetaria più aggressiva da parte della Federal Reserve dando nuovo ossigeno alle quotazioni del biglietto verde.

La moneta europea ha segnato un’ampia escursione passando dal rally verso quota 1,31 dollari innescato dal deludente dato sull’occupazione americana, allo scivolone sotto quota 1,29 dollari sull’onda di altri dati macro, come l’indice Ism servizi (diffuso erroneamente oggi anziché il 5 aprile prossimo) che ha evidenziato una forte espansione a marzo, e l’indice Ism manifatturiero risultato, sempre a marzo, leggermente migliore delle attese.

Ma soprattutto i dati Usa diffusi oggi hanno confermato quelle spinte inflattive che preoccupano gli uomini della Fed i quali, per arginare la crescita dei prezzi al consumo, potrebbero accelerare il rialzo dei tassi di interesse, a tutto vantaggio della moneta americana.

Così il dollaro ha superato in fretta la forte delusione per il modesto aumento dei nuovi posti di lavoro creati dall’economia Usa a marzo (110.000 contro una stima superiore alla 200.000 unita). Ad una più attenta lettura, però, il mercato ha potuto ravvisare una crescita del costo del lavoro dello 0,3% dal +0,1% di febbraio. Per di più, l’ indice Ism per il comparto manifatturiero (sceso meno del previsto a 55,2 punti contro 55,3 del mese precedente) ha evidenziato una forte crescita dei prezzi pagati dalle industrie con il relativo sottoindice schizzato a quota 73 da 65,5.

A dare ulteriore sostegno al biglietto verde, poi, ci ha pensato il presidente della Fed di Chicago Michael Moscow, che ha diritto di voto nel Fomc, il quale ha ribadito la crescente preoccupazione per l’andamento dell’inflazione. E ancora a favore del dollaro ha giocato l’anticipata diffusione dell’indice Ism Servizi, salito a 63,1 contro le previsioni degli analisti che si attendevano un calo a quota 59,0 da 59,8 di febbraio.

La moneta europea è così scesa fino a un minimo di seduta di 1,2870 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,3060 dollari, e ora viaggia attorno a 1,2890 dollari contro 1,2964 degli ultimi scambi di ieri.(ANSA).