CALIGARIS: MENO TECNOLOGIA, PIU’ MILITARI

13 Febbraio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 13 feb – “Gli italiani ci hanno realmente sorpresi. Hanno militari capaci e pregevole capacità di prendere decisioni e farsi carico d’impegni per altri impossibili”. Questo giudizio del generale Clark, comandante supremo della Nato all’epoca della guerra del Kosovo, suggerisce al generale Luigi Caligaris, ex europarlamentare di Forza Italia, impegnato nell’area liberale, alcune considerazioni sulla riforma delle forze armate realizzata dal precedente governo e su quella in arrivo. “L’assunto mendace della riforma a costo zero – dice Caligaris al quotidiano digitale Pagine di Difesa – ha esonerato la politica dall’affrontare seriamente il problema del personale. Se si fosse invece premesso che un soldato di professione costava oltre dieci volte uno di leva, sarebbe stato doveroso adottare, nel settore del personale, rimedi analoghi a quelli di altri Paesi europei”. Rimedi che Caligaris così riassume: “Il disaggregare dal bilancio le spese fisse per il personale, il congedo anticipato o il reimpiego di chi non era più utilmente impiegabile, uno stabile iter di arruolamento, un modo rispondente per definire la durata del trattenimento in servizio”. Infine, ad aggiungere guai ai guai, secondo il generale vi è stata “la decisione del precedente esecutivo di anticipare di 14 anni la fine del servizio di leva, dal 2020 al 2006, costringendo ad aumentare i ritmi di reclutamento per evitare critici vuoti negli organici delle forze armate”. In Italia si privilegia l’industria della Difesa a scapito del personale delle forze armate, ma secondo Caligaris questo è “in aperto contrasto con quanto avviene in altri Paesi. Stati Uniti e Gran Bretagna, con clamorosi mea culpa, stanno economizzando sull’alta tecnologia per rafforzare i rispettivi eserciti”. Di tutto questo Caligaris parlerà domani in un convegno organizzato da lui stesso a Roma.