CALEARO E LA BIRMANIA: L’IMPRENDITORE NON E’ DON CHISCIOTTE

5 Ottobre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 5 ott – “Noi imprenditori non siamo dei Don Chisciotte che pensano di cambiare i regimi politici. Per chi vive di mercato non è la politica che può condizionare gli investimenti”. Lo afferma Massimo Calearo in una intervista a Repubblica nella quale il presidente di Federmeccanica commenta come “privo di senso” l’invito del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha invitato le imprese a lasciare la Birmania per non legittimare un regime sanguinario: “Non è una decisione che può essere presa da una singola impresa – afferma -. Tanto più in un sistema industriale, come quello italiano, nel quale domina la figura della piccola e media azienda. Tuttavia, sappiamo bene che esiste un problema di etica nell´economia globale. E la partita è davvero molto più grande di un imprenditore, piccolo o grande che sia. Dietro la piccola Birmania, ad esempio, c´è l´immensa Cina. Bene, Pechino usa più di una arma di concorrenza sleale: dal lavoro minorile al mancato rispetto dei vincoli ambientali. Cosa può fare da solo un imprenditore? Nulla. Ci vuole un sistema che si muova. L´iniziativa in questo caso andrebbe assunta da tutta la Vecchia Europa”.