Caffe’: la festa e’ finita, prezzi in calo del 20% entro il quarto trimestre

13 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

E’ stato protagonista del maggiore rally degli ultimi cinque anni. Ma chi credeva di poterne ancora approfittare, magari salendo su un treno gia’ in corsa, deve ricredersi: la festa potrebbe essere finita. L’idea e’ che generosi raccolti spingano gli hedge fund a ridurre le loro scommesse su un rialzo ulteriore dei prezzi.

Secondo le stime calcolate da ABN Amro Bank, le scorte di arabica, la tipologia di caffe’ piu’ coltivata al mondo, supereranno la domanda di 6.67 milioni di confezioni (ognuna da 60 chilogrammi) entro il settembre 2011. Si tratta dei massimi di nove anni e piu’ di sei volte il surplus atteso per la stagione in corso. Tanto che la produzione e’ vista in crescita del 7.4% a 86 milioni di confezioni, il top del 2001. I fondi speculativi non a caso hanno tagliato le loro posizioni long dell’8.4% a partire dal 17 agosto scorso.

“Non si puo’ giustificare un rialzo delle quotazioni se si guarda all’andamento della domanda/offerta”, ha osservato Christoph Eibl, co-fondatore della svizzera Tiberius Group che gestisce masse per $2 miliardi. “Le persone che hanno scommesso sul caffe’ potrebbero registrare delle perdite. A lungo termine i fondamentali verranno meno”.

Le quotazioni del caffe’ arabica hanno messo a segno un +50% dal 7 giugno sulla piazza di New York, raggiungendo cosi’ i massimi di 13 anni (l’8 settembre a $1.9865 per libbra). Tra i motivi, il timore che le piogge in Colombia (secondo maggiore produttore dopo il Brasile) potessero mettere a repentaglio i raccolti.

Le stime per il futuro? Le quotazioni potrebbero portarsi intorno a $1.52 per libbra nell’ultimo trimestre dell’anno, un -20% rispetto agli attuali livelli. E’ questa la stima realizzata da Bloomberg, che ha fatto una media delle previsioni di sette analisti.

Non e’ la prima volta che per il caffe’ il rally dei prezzi si trasforma in una bolla sgonfiata. L’ultima volta che le quotazioni erano aumentate con la stessa rapidita’ risale al marzo 2005, quando segui’ un -38% nei mesi successivi.