Cacao ai massimi di un anno, stop all’export dalla Costa d’Avorio

24 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Sono bastate appena 88 parole per mandare ai massimi di un anno le quotazioni del cacao in una giornata che si preannuncia essere la piu’ volatile del prossimo decennio.

Si tratta dell’ambigua lettera scritta di Alaissane Ouattara, presidente della Costa d’Avorio dal 2010 che pero’ non ha ancora assunto ufficialmente l’incarico, con cui ha comunicato lo stop di un mese alle esportazioni di cacao. L’obiettivo e’ in parte anche politico: tagliare fondi all’avversario Laurent Gbagbo che si rifiuta di lasciare l’incarico a favore di colui che viene riconosciuto internazionalmente come il nuovo numero uno del paese dalle elezioni del 28 novembre scorso.

La decisione non e’ di poco conto se si considera che dal paese africano arriva il 40% della produzione mondiale. Prima dell’annuncio i prezzi si trovavano gia’ sui massimi di sei mesi.

La lettera (leggila sotto) spiega che “tutte le esportazioni” di caffe’ e cacao devono “fermarsi immediatamente” fino al 23 febbraio. C’e’ un dettaglio importante cui tutti i trader devono prestare attenzione: secondo molti l’intenzione di Alassane Ouattara e’ di imporre lo stop al nuovo raccolto permettendo l’export di quanto e’ gia’ stato registrato e accumulato. Il punto e’ capire se si tratta davvero di un divieto che va a pesare sulla nuova produzione. Alcuni – spiega il Financial Times – credono che circa 100.000 tonnellate di semi di cacao, o il 10% del raccolto, sia gia’ stato registrato e pronto per lasciare i magazzini di Abidjan e San Pedro a bordo di navi.

Il dubbio resta, tant’e’ che avvocati e trader sono al lavoro per tradurre il linguaggio sibillino del numero uno della Costa d’Avorio. Leggendo tra le righe della lettera e considerando anche le dichiarazioni congiunte della Federation of Cocoa Commerce e dell’European Cocoa Association (le principali organizzazioni del settore), l’orientamento sembra propendere per un divieto totale.

Le scorte di cacao sono relativamente al sicuro in Europa ma i prezzi sono destinati a impennarsi se lo stop alle esportazioni di cacao dovesse (come in molti temono) essere totale. La cosa che sembra certa riguarda l’attesa per una nuova ondata di violenze nello stato dell’africa occidentale. Almeno 260 persone sono morte dalle elezioni presidenziali dello scorso 28 novembre e ora la comunita’ internazionale teme che il paese possa presto trovarsi sull’orlo di una guerra civile.

A New York i futures sul cacao sono in rialzo del 4,4% a $3.323 per tonnellata.

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LA LETTERA ORGINALE DI OUATTARA

“Il governo informa gli operatori economici dello stop immediato a tutte le attivita’ di esportazioni di caffe’ e cacao a partire da lunedi’ 24 gennaio 2011, fino al 23 febbraio dello stesso anno. Di conseguenza, le registrazioni delle esportazioni di caffe’ e cacao all’interno del SIGEC 4 sono sospese a partire da lunedi’. Pertanto, nell’arco di questo periodo, il commercio interno del caffe’ e del cacao e’ autorizzato. Il governo decidera’ i prezzi nel rispetto di questa decisione e ricorda che coloro che non rispetteranno le regole si esporanno al pericolo di sanzioni”.