C’ E’ TAEG E TAEG, MA MAI FIDARSI
DEL TASSO ZERO

26 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Comprare una lavatrice o un frigorifero a rate il più delle volte è tutt’altro che conveniente. A sostenerlo è Altroconsumo che, in una ricerca sul costo effettivo dei finanziamenti, ha scoperto che spesso i consumatori contraggono contratti onerosi senza essere adeguatamente informati. A volte, perfino dietro le lusinghe di un contratto definito a tasso zero, c’è in realtà un prestito con tassi d’interesse a due cifre.

L’associazione ha visitato 185 negozi in otto tra le maggiori città italiane: Bari, Bologna, Brescia, Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino. È emerso che la metà dei negozi monitorati dà ai clienti informazioni sbagliate sul Taeg, il tasso annuo effettivo globale, indicatore del costo effettivo del prestito, introdotto proprio per far conoscere e valutare al consumatore il reale costo di un finanziamento, considerando tutte le voci di spesa. Il 20% dei negozi, addirittura, non ne dà alcuna e nella maggior parte dei casi non è stato possibile visionare il contratto di finanziamento prima della firma.

E seppure il mercato del credito al consumo nel 2006 sia cresciuto del 20% rispetto all’anno precedente, non si può dire che i negozi si siano adeguati per fornire informazioni con trasparenza: la maggior parte degli addetti alle vendite non avrebbero neppure un’idea chiara di cosa sia il Taeg. Né si può dire che le campagne pubblicitarie contribuiscano a fare maggior chiarezza. Anzi: il più delle volte i messaggi promozionali sono ingannevoli, perché promettono genericamente un tasso zero o un Taeg diverso da quello calcolato secondo legge. Anche cambiando settore il quadro non muta significativamente: i rilevatori di Altroconsumo hanno visitato 120 agenzie di viaggio che consentono il pagamento a rate dei pacchetti scelti e hanno ravvisato che quasi il 13% delle agenzie non dà informazioni sul Taeg, mentre il 29% circa dà un Taeg diverso da quello effettivo.

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