Buy su Fiat (+6,4%) Morgan Stanley fissa il target a 10 euro

4 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(in aggiornamento)

Nuovo allungo in Borsa per Fiat, che balza del 6,7% a 7,495 euro, grazie a una serie di raccomandazioni positive da parte dei broker, tra cui spicca quella di Morgan Stanley. La banca d’affari Usa, in una nota inviata ai clienti, ha espresso il giudizio ‘overweight’ (sovrappesare), con un target price di 10 euro, il 42,2% in più rispetto alla chiusura del titolo ieri. Morgan Stanley si dice più ottimista rispetto al consensus degli analisti sulle attività in Brasile, che valuta nei suoi modelli 4,4 euro per azione. Giudizio positivo anche da parte di Intermonte (outperform, target 8,2 euro), Citigroup (buy, target 8,4 euro) e Ubs (buy, Target 8 euro). Segno opposto, invece, per quanto riguarda Fiat Industrial, che cede lo 0,8% a 8,93 euro.

“Fiat ora sono due societa’ ma entrambe si affidano allo stesso uomo”. L’uomo “e’ Sergio Marchionne, ceo di Fiat, presidente di Fiat Industrial e ceo di Chrysler”. Il Financial Times commenta cosi’ lo sbarco in borsa dei due business separati del Lingotto dopo lo spin off.

“Nel primo giorno di contrattazioni – sottolinea il quotidiano finanziario – gli investitori hanno assegnato a Industrial un enterprise value del 25% superiore a quello di Fiat. Questo sembra ragionevole, per ora. Gli attuali ricavi del gruppo auto sono due volte e mezzo piu’ grandi di quelli di Industrial ma le due societa’ hanno generato un trading profit sostanzialmente analogo nei primi nove mesi del 2010 e il business di Industrial e’ in una condizione migliore”.

Ma, secondo il Financial Times, “l’equilibrio probabilmente cambiera’. Se Sergio Marchionne riuscira’ a realizzare una parte significativa di quello che ha in mente per il business dell’auto – riducendo sostanzialmente la base di costo europea, migliorando la posizione debole della compagnia nella parte alta del mercato e prendendo la maggioranza in Chrysler rappoppiando i ricavi – Fiat varra’ sostanzialmente di piu’ di Industrial. Se fallira’, il business dell’auto potrebbe trovarsi un futuro molto difficile”.

Indipendentemente dalla motivazione dello spin off, liberare il comparto industriale o tenere bassa la valutazione dell’auto per pagare meno le azioni Chrysler, secondo FT l’operazione “non cambia la sfida di Marchionne. Deve riorganizzare due grandi societa’ (e ora mantenerne una terza) tenendo buoni sindacati, governi e mondo della finanza. Non sara’ facile”.

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Lunedì 3 gennaio

Il mercato continua ad apprezzare il debutto dei titoli Fiat Auto e Fiat Industrial. Fiat Spa, che ha aperto a 6,90 euro, è stata sospesa a 7,24 euro e ora torna a essere scambiata a 7,02 euro circa. Fiat Industrial, che aveva aperto a 9 euro e che è arrivata fino a 9,09 euro, ora scambia a 8,79 euro. Fin dalle prime battute della sessione, i due titoli hanno messo a segno rialzi del 5% circa.

Fiat Auto e Fiat Industrial (camion e trattori) vanno a sostituire il vecchio titolo Fiat, che ha terminato l’ultima giornata di contrattazioni del 2010 a 15,43 euro. Guardando alla performance dei due titoli, Carlo Aloisio, di Unicredit Mib fa notare che i prezzi sono allineati rispetto alle previsioni e che anzi i due titoli, considerati nell’insieme, hanno al momento un valore i più alto rispetto al titolo unico.

Intervistato da Class Cnbc, Aloisio sottolinea anche che, in un’ottica di scelta di investimento, Fiat Industrial è più adatta a un investitore che ragiona in un’ottica di medio lungo termine, mentre Fiat Spa, essendo più sensibile ai dati evolutivi del settore auto dispone di un appeal di tipo speculativo”. Per questo motivo, “Fiat Spa può essere più adatta a chi preferisce fare trading nel breve”.

Da segnalare intanto i giudizi di broker e banche d’affari. Equita conferma il giudizio “buy” per entrambi i titoli, e fissa per Fiat Spa un target price a 8,9 euro e per Fiat Industrial un target price a 9,8 euro. Secondo Equita, Fiat Industrial nel breve sarà più interessante, in quanto Fiat Spa soffrirà una minore visibilità.

Proseguendo nei giudizi, per Morgan Stanley il giudizio è buy per entrambi i titoli. Fiat Spa ha un target price di 10,5 euro, mentre per Fiat Industrial il prezzo obiettivo è stato fissato a 9 euro. Secondo la banca americana, “i titoli saranno caratterizzati dalla volatilità e si presentano entrambi come opportunità di investimento”.

Intermonte emette un giudizio “sovrappesare” sia per Fiat Spa che per Fiat Industrial con target price rispettivamente pari a 8 e 8,5 euro per i due titoli.

Commenta il doppio debutto, sempre intervistato da Class Cnbc, anche Nicolas Listorti, di Studio Listorti & Associati: la novità dello spin off, afferma, distoglie al momento l’attenzione sui titoli bancari quotati su Piazza Affari (la cui performance è stata davvero negativa nel 2010), e trascina con sé in positivo i titoli del settore industriale come Pirelli, Buzzi Unicem e Impregilo.

Detto questo, “ritengo che Fiat sia arrivata, e che ci sarà dopo la prossima settimana un ritracciamento del 5-10%. Tuttavia questi ribassi non faranno altro che fare di Fiat una nuova opportunità di acquisto per entrare nel settore o nei titoli”, ha precisato Listorti.

Presente alla cerimonia del doppio debutto Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, ha commentato il debutto affermando che Fiat Industrial “è portatrice del Dna della Fiat” e ha precisato anche che l’identità di un marchio “non sta nella ragione sociale, ma nei valori di onestà, integrità e approccio responsabile della gestione che non si possono modificare”.

“Abbiamo il dovere di stare al passo coi tempi”, ha detto ancora Marchionne. “Di fronte alle grandi trasformazioni in atto nel mercato – ha proseguito – non potevamo piu’ tenere insieme settori che non hanno nessuna caratteristica economica e industriale in comune. E’ un momento molto importante , rappresenta un punto di arrivo e un punto di partenza”.

Parlando di Chrysler, il numero uno del Lingotto ha affermato poi che Fiat potrebbe aumentare la propria partecipazione nel capitale dell’azienda americana al 51% già nel 2011, specie se il gruppo americano sbarcherà in borsa nel corso dell’anno.

“Sì, ci stiamo pensando, ci pensiamo sempre anche nel 2011”, ha detto l’Ad, definendo l’ipotesi “possibile ma non probabile”.

Affrontata anche la questione Mirafiori, con il numero uno del Lingotto che ha precisato che, se “vincerà il no, la Fiat non fara’ l’investimento”. A Mirafiori- ha precisato – Fiat non ha lasciato fuori nessuno, ha bisogno di liberta’ gestionale”.

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Al fischio d’inizio alle 9 del mattino l’unità dei veicoli industriali ha aperto a 9 euro, mentre l’Auto è partita a 6,9 euro. Dalla Borsa è arrivata così una prima promozione allo spin-off: le due Fiat messe insieme, all’apertura, trattavano già con un premio del 3% rispetto ai 15,43 euro dell’ultima chiusura della “vecchia” Fiat.

Intanto però, sul futuro prossimo del Lingotto, continuano a pesare i nodi sindacali, in vista soprattutto del referendum sull’accordo di Mirafiori. «Questo è un momento molto importante per la Fiat, perchè rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza», ha detto l’Ad Sergio Marchionne alla cerimonia per il debutto di Fiat Industrial in Borsa. «Di fronte alle grandi trasformazioni in atto nel mercato – ha spiegato – non potevamo più continuare a tenere insieme settori che non hanno nessuna caratteristica economica e industriale in comune».

Per comprendere il valore della scissione poi, ha sottolineato, occorre anche «considerare le opportunità di crescita personale che potrà offrire ai nostri lavoratori». Marchionne non ha però dimenticato le difficoltà che stanno incontrando le relazioni sindacali, con la Fiom che si oppone, dopo aver detto no a quello di Pomigliano, all’accodi per Mirafiori. «La Fiat è capace di produrre vetture con o senza la Fiom». ha detto il top manager italo-canadese a muso duro, aggiungendo che se al referendom dello stabilimento torinese «vince il no con il 51% la Fiat non farà l’investimento». L’altro segno di grande interesse per la scissione si è poi visto negli scambi. A metà seduta, erano già state trattate 15 milioni di azioni Fiat Industrial e 24 milioni di Fiat spa. Nell’ultimo mese, gli scambi Fiat hanno segnato in media scambi per seduta attorno ai 26,9 milioni di pezzi.

Per il resto, le due nuove Fiat sono state piuttosto volatili per tutta la mattina. Industrial si è mossa tra un minimo di 8,75 euro e un massimo di 9,09 euro, per portarsi sui minimi verso mezzogiorno. Fiat spa nelle battute iniziali è stata anche fermata brevemente per eccessiva volatilità e si è poi mossa tra un minimo di 6,90 euro e un massimo di 7,30 euro, per portarsi quindi attorno a 7,03 a metà seduta. Ai prezzi di metà seduta le due Fiat divise segnavano comunque un premio del 2,2% rispetto alla Fiat ’unicà di giovedì scorso. Bene Exor, in rialzo dell’1,42% a 25,03 euro. L’esordio Fiat ha tra l’altro mandato in tilt l’indice principale Ftse Mib, fermato pochi minuti dopo l’avvio delle contrattazioni (alle 9.04) per un errore tecnico proprio nel calcolo che doveva tener conto della scissione. Così dopo l’avvio in apparente netto calo (-0,94%) è stato subito fermato, con sospensione conseguente anche dei derivati. Più di due ore dopo (alle 11.11) l’Ftse è ripartito con un conteggio corretto, segnando un calo dello 0,25%. Il consensus degli analisti aveva previsto per il giorno d’esordio un debutto della spa a 6,65 e di 9,40 per Industrial, con un premio da scissione nell’ordine del 4%.