BUY E HOLD: NON PER LE AZIONI, BENSI’ PER I BOND

8 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

La strategia del “Buy and Hold”, che prevede l’acquisto di un asset per poi tenerlo in portafoglio, potrebbe essere passata di moda per il mercato azionario, ma sta prendendo sempre piu’ piede tra gli investitori nell’obbligazionario.

Con gli Stati Uniti che si trovano a fare i conti con un futuro incerto dal punto di vista economico e i rendimenti che sono su livelli molto attraenti – solo qualche seduta fa quello per il decennale ha toccato i livelli record del 4% – alcuni manager hanno iniziato a suggerire ai propri clienti di tenere in portafoglio piu’ a lungo i bond e fare profitti piuttosto che avere fretta di cercare guadagni sul breve termine.

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Qualche giorno fa, Barclays Wealth ha consigliato vivamente ai propri clienti di cambiare, gia’ a partire da questa settimana, l’approccio al mercato dei bond e di iniziare invece a tenere i titoli in portafoglio per un periodo piu’ lungo. Il consiglio si basa in gran parte sul fatto che il rendimento sul benchmark del Tesoro Usa rimane vicino ai livelli del 4%, mentre il trentennale si aggira in prossimita’ del 4.75%.

Barclays considera che una crescita lenta, fase tipica da post-recessione, che infatti si e’ gia’ vista nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, sia lo scenario piu’ probabile.

Ma bisogna prepararsi alla possibilita’ che quando il pacchetto di misure di rilancio economico varato dal governo terminera’, visto anche che la Federal Reserve non ha piu’ spazio di manovra in fatto di politica monetaria dei tassi di interesse, le finanze a disposizione dei consumatori non saranno tali da poter consentire loro di continuare ad alimentare la crescita dell’economia, che potrebbe pertanto entrare in una seconda fase di rallentamento.

Di solito la strategia in questi casi prevede una tecnica di portafoglio battezzata “laddering”, in cui nel portfolio e’ presente una miscela di bond con scadenze diversificate, in modo tale da trarre profitti dagli eventuali cambiamenti dei tassi di interesse.

Comprare titoli a lungo termine presenta i suoi rischi e pertanto i detrattori non mancano. Con la prova stellare dei bond ad alto rendimento l’anno scorso e il calo dei tassi di default, le dinamiche del mondo del reddito fisso sono poi inevitabilmente cambiate.

“Continuo a vedere investitori che hanno in portafoglio asset senza sapere il perche'”, ha dichiarato Dennis P. Barba Jr., professore presso la Weatherhead School of Management della Case Western University. “Quando i tassi di interesse salgono, questi titoli a reddito fisso e a lungo termine finiscono ovviamente per perdere valore”.

L’opposizione piu’ netta viene da quelli che pensano che gli Stati Uniti stiano per entrare in una fase di tassi di interesse alti, provocata dall’inflazione e dal continuo bisogno del governo di finanziare il suo debito. In un contesto di questo tipo, i prezzi dei bond finiranno per scendere, con l’inflazione che erodera’ il valore degli investimenti nel reddito fisso.