BUSH O GORE: LA REAZIONE DEI SETTORI CHIAVE

10 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il candidato repubblicano George W. Bush, dopo il nuovo conteggio delle schede elettorali della Florida, e’ in testa per una manciata di voti, ma il risultato delle elezioni e’ lontano dall’essere annunciato. Potrebbe ancora vincere Al Gore.

In questa eventualita’ tre settori che sarebbero stati favoriti da una amministrazione repubblicana – tabacco, farmaceutici e sanita’ – dovranno fare i conti con la Casa Bianca.
Vediamo come.

Le quotazioni Philip Morris (MO) sono aumentate del 34% negli ultimi due mesi, quelleR.J.Reynolds Tobacco (RJR) sono raddoppiate da marzo e quelle British American Tobacco (BTI) hanno guadagnato il 26% da meta’ settembre, ma gli operatori sono convinti che potrebbero addirittura fare meglio se non esistesse lo spauracchio di nuove azioni legali e di una regolamentazione piu’ severa del settore.

L’elezione di Bush a presidente metterebbe sicuramente fine alle preoccupazioni di eventuali cause nei confronti delle societa’ del tabacco per recuperare i costi della sanita’ legati alle malattie del fumo; ma se la presidenza andasse a Al Gore- persino con il controllo repubblicano del Congresso – la legislazione anti-fumo e’ destinata a diventare piu’ severa. Il vicepresidente americano e’ infatti l’umo di punta nell’amministrazione Clinton per le questioni legate al tabacco e sostiene l’azione legale contro l’intera industria.

Anche il settore farmaceutico ha segnalato una netta ripresa negli utlimi mesi -l’indice Amex Pharmaceuticals e’ salito del 46% rispetto ai minimi di marzo e la blue-chip Merck (MRK), ad esempio, ha guadagnato il 27% da settembre – ma la sconfitta del candidato repubblicano potrebbe fermare la crescita.

La campagna politica di Al Gore si e’ infatti incentrata sulla necessita’ di fissare i prezzi dei medicinali indirizzati agli anziani, attraverso l’intervento del governo, quindi le societa’ farmaceutiche, nel caso di una vittoria democratica, rischiano una diminuzione degli investimenti destinati alla ricerca e allo sviluppo con il conseguente calo dei profitti.

A rischio, nel caso di Al Gore alla Casa Bianca, anche i titoli della sanita’.
Dall’inizio di settembre l’indice Healthcare Payors di Morgan Stanley ha registrato un aumento del 20% – con United Healthcare (UNH) in crescita del 20%, WellPoint (WLP) del 28% e Trigon Healthcare (TGH) del 38%.
I democratici promettono pero’ un aumento della protezione dei pazienti nei confronti di medici e societa’ della sanita’. Nel breve termine, quindi il settore ne puo’ risentire.
Nel lungo termine, invece, il Congresso – in mano repubblicana – potrebbe assicurare un’adeguata protezione dell’industria.


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