Bundesbank ipocrita: voce grossa con Bce, ma acquistò titoli debito tedeschi

10 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Bundesbank ipocrita? E’ la domanda che si pone un editoriale del sito MarketWatch, firmato da William L. Watts, che ricorda la ferma opposizione che il numero uno Jens Weidmann e colleghi hanno mostrato più volte contro la proposta di permettere alla Bce di acquistare i titoli di stato italiani e spagnoli. Diciamo chiaramente che è stato proprio il polverone alzato dall’istituto a legare le mani al presidente dell’istituto di Francoforte, Mario Draghi. Trasformando la Banca centrale europea in un’istituzione alla mercè della Bundesbank.

Eppure, nel mondo dei blog, molto è stato scritto negli ultimi giorni riguardo all’ipocrisia tedesca: molti lo avranno dimenticato, ma nel 1975 la Bundebank acquistò titoli di debito tedeschi e anche titoli legati alle poste e alla telecom tedesche, per un valore equivalente all’1% del pil della Germania occidentale.

Il ricordo di quegli acquisti è stato messo in evidenza anche da Evelyn Hermann, economista di BNP Paribas, che ha sottolineato come gli acquisti vennero lanciati in una situazione di timori riguardo a un possibile deterioramento dell’outlook economico e al balzo dell’inflazione, causa il rialzo dei tassi di interesse a lungo termine.

I tedeschi potrebbero ribattere che tutto è stato fatto nel rispetto delle regole vigenti. Errore: gli acquisti dei bond avvennero in aperta violazione del mandato della Bundesbank, in quanto implicavano una monetizzazione del debito pubblico. E in effetti l’opposizione di qualche falco non mancò, salvo l’annuncio a sorpresa dell’allora presidente Karl Klasen, che comunicò la mossa nel corso di una conferenza stampa.

L’istituto poi si giustificò, affermando che l’acquisto dei bond era stato effettuato al fine di mantenere vigente il canale di trasmissione della politica monetaria della Bundesbnak. Peccato che è la frase che più o meno è stata utilizzata dallo stesso Draghi per motivare l’acquisto di bond italiani e spagnoli. E peccato che stavolta la Bundesbank abbia deciso di dimenticare quanto essa stessa aveva fatto.

Detto questo, Commerzbank – banca tedesca – prende le difese della banca guidata da Jens Weidmann. “Mentre in quel periodo la Bundesbank voleva sostenere l’economia (in un modo simile a quanto sta facendo oggi la Fed), la Bce sta tentando di evitare che alcuni paesi falliscano. La Bundesbank è stata capace di interrompere gli acquisti senza alcuna difficoltà (una volta compresi gli effetti problematici che un intervento di tale portata avrebbe potuto provocare), e la Fed potrà fare lo stesso quando l’economia degli Stati Uniti si riprenderà (o anche prima di allora). La Bce invece sarà costretta a intervenire se i politici non interverranno, così come i piani recenti della Grecia stanno dimostrando…Exit Strategy? Nessuna disponibile”, hanno scritto gli strategist di Commerzbank in una ricerca.