Bulgaria: Manodopera, aperti a stranieri

9 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

La Bulgaria, il Paese più povero dell’Unione europea, aprirà le porte ai lavoratori della Turchia e di altri Stati contigui, per far fronte alla propria carenza di manodopera, legata all’accelerato sviluppo economico e all’esodo dei propri cittadini verso l’estero. Lo rivela Bloomberg News.
La Bulgaria modificherà la propria normativa per consentire alle aziende di fare venire dall’estero lavoratori da inserire nell’attività edilizia, turismo e cantieristica. Lo annuncia il vice ministro delle Finanze, Lyubomir Datsov. Il settore delle costruzioni è cresciuto di circa il 30 per cento l’anno scorso, mentre il turismo è aumentato del 10 percento. “Il mercato del lavoro rappresenta la principale sfida che la Bulgaria si trova ad affrontare nei prossimi anni”, afferma Datsov, intervistato il 2 maggio scorso da Bloomberg News a Sofia a margine di una conferenza.
“L’unico modo di ridurre la pressione sul mercato del lavoro è quello di rimuovere le barriere legali e consentire alle imprese di assumere lavoratori dai paesi vicini e da altri Paesi”, dichiara. La manodopera qualificata disponibile risulta ridotta in presenza una crescita economica pari al 6,1 per cento l’anno scorso, che ha consentito di ridurre il numero di disoccupati. Il tasso di disoccupazione si è dimezzato rispetto ai massimi del 18 per cento riportato nel 2002.
L’ingresso nell’Unione europea, avvenuto nello scorso mese di gennaio, ha conferito ai cittadini bulgari il diritto di cercare lavoro in alcuni Paesi comunitari, tra cui Italia e Spagna.
Si valuta che a lasciare il proprio Paese quest’anno per cercare lavoro altrove saranno 20mila bulgari, su una forza lavoro complessiva di 3,5 milioni, secondo un’indagine del ministero del Lavoro. Il numero effettivo degli emigranti potrebbe risultare molto superiore, in quanto la maggior parte non si registra alle liste di collocamento prima di lasciare il Paese.

a. d. r.