Società

BUFFETT SCIVOLA ANCORA
SUL DOLLARO

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Warren Buffett continua a scivolare sul dollaro. Il guru degli investimenti e secondo uomo più ricco del mondo dopo Bill Gates, ha mandato in fumo 955 milioni di dollari l’anno scorso, scommettendo su un calo del dollaro. Scottato dalla perdita, ha deciso di ridurre la posta in gioco, ma non appena ha deciso di abbassare le sue puntate su un calo del biglietto verde, il dollaro ha segnato la flessione più brusca in 18 mesi.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Berkshire Hathaway, la holding di Buffett con sede a Omaha, in Nebraska, a fine marzo aveva investimenti per 5,4 miliardi di dollari in contratti forward — un tipo di contratto a termine — sulle valute, in calo dai 21,8 miliardi del 2005, secondo la relazione di bilancio della società. E per non incorrere in ulteriori rischi, l’oracolo di Omaha ha deciso di ridurre ancora di più gli investimenti in valute.

Nella trimestrale diffusa pochi giorni fa, Buffett ha reso noto di aver ridotto nel secondo trimestre ulteriormente l’esposizione sul mercato dei cambi, portandoli a 1,2 miliardi. Nello stesso periodo l’indice U.S. dollar, usato per misurare il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute, ha perso il 5,1 percento nel secondo trimestre. “Ha sbagliato i tempi,” ha detto Samarjit Shankar, responsabile per le strategie valutarie globali a Boston presso Mellon Financial. “Anche un investitore navigato come Buffett può fare un passo falso a volte”.

Buffett, 75 anni, ha riferito agli azionisti nella sua relazione annuale di aver ridotto a marzo i contratti forward a favore di altre operazioni volte a tutelarlo da un eventuale deprezzamento del dollaro, fra cui l’acquisto di quote in aziende fuori degli Usa.

Fra queste, suscita preoccupazione la prima operazione condotta da Buffett oltre-confine, cioè l’acquisto dell’80 percento dell’azienda israeliana di utensili Iscar Metalworking cos., a causa dei lanci di razzi da parte di Hezbollah nei pressi dell’impianto che la società possiede a Tefen, meno di 10 chilometri dal confine con il libano, dove in corso un conflitto fra Israele e Hezbollah.

Copyright © La Lettera Finanziaria per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved