BUFFETT, IL MERCATO E L’ETERNA LOTTA RIALZISTI CONTRO RIBASSISTI

6 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia
Luciano Priori Friggi comincia con questo articolo la sua collaborazione a Wall Street Italia. Il contenuto di questo scritto, pubblicato sul sito borsaplus.com, esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Ciò che sorprende in questi mesi di mercato borsistico al rialzo e’ la sua capacità di trovare sempre nuovi spunti per respingere gli attacchi dei ribassisti. La guerra tra rialzisti e ribassisti non è tuttavia lineare, i soggetti nell’una e nell’altra posizione cambiano di continuo, un rialzista oggi può essere un ribassista domani, e ciò dipende dalla diversità delle valutazioni sull’andamento futuro dei corsi, sulle diverse strategie temporali di investimento, e sulle diverse tecniche di portafoglio e di rischio adottate.

Tuttavia ciò che detta il ritmo e la direzione dei mercati alla fine sono le prospettive dell’economia nel medio-lungo periodo. Ridurre – come spesso fanno alcuni macro economisti – tutto a manovre della Banca centrale è un colossale abbaglio e denota il limite di approcci ultra-settoriali.

Uno dei migliori esempi di come i mercati reagiscono alle notizie lo si è avuto martedì quando si è venuto a sapere che Warren Buffett aveva acquistato tramite il fondo Berkshire Hathaway, da lui fondato e gestito, il 100% della societa’ di trasporti ferroviari Burlington Northern Santa Fe, le cui origini risalgono al 1849.

La quotazione in borsa del titolo ferroviario (NYSE: BNI) è schizzata verso l’alto, passando dalla precedente chiusura di 76.07 a 97.00 dollari con un guadagno di 20.93 dollari, che in percentuale fa un sonoro +27.51%. Buffett, che aveva già una partecipazione del 22,6% in BNSF, acquisirà l’azienda ferroviaria pagando $100 per azione per una quota del 77,4%, un premio di oltre il 30% sul prezzo di chiusura del titolo di lunedì (da tutto questo se ne deduce anche, en passant, che i piccoli azionisti non ci rimetteranno di certo dall’operazione).

In una dichiarazione al Financial Times, Buffett ha tenuto a sottolineare per prima cosa e in generale la sua fiducia in una ripresa della crescita interna americana, e poi la sua convinzione sul fatto che i vecchi business non siano poi così male: “Si tratta di un business molto solido… Che farà bene, se l’economia va bene e credo che l’economia farà bene”. C’è un filo conduttore nelle scelte di investimento di Buffett? Sembrerebbe di sì, almeno stando a chi lo conosce bene. Per Roger Altman l’operazione portata a termine da Buffett, la più importante della sua storia, è il linea con la sua metodologia di scelte “Più del 70 per cento dei guadagni di Berkshire e’ nelle assicurazioni e utilities. Cosa c’è di significativo a tale proposito? Stabilità. Ciò che è significativo circa i guadagni BNSF? Stabilità”.

Nonostante la disoccupazione americana sia ancora a livelli molto alti, e nonostante ancora alcuni dati macroeconomici lascino nel dubbio gli analisti sulla solidità della ripresa, il settore dei trasporti Usa ha vissuto una grande giornata, ben sintetizzata dall’indice Dow Jones Transportation Average, costruito sulla media delle variazioni percentuali dei 20 più significativi titoli del settore, con un eloquente +5.28%.

E così in un momento in cui sembrava voler prendere il sopravvento un ritracciamento, per usare il linguaggio dell’analisi tecnica, di discrete proporzioni è arrivata l’operazione di Buffett che ha rimesso in discussione la discesa. Certamente è prematuro affermare che il tema dominante dei prossimi mesi sarà una corsa al “merger and acquisitions “, tuttavia la liquidità non manca – la stessa Berkshire di Buffett ha ancora 20 miliardi di dollari in contanti per altre transazioni – e i prezzi delle aziende quotate sono ancora molto appetibili. Se la guerra tra ribassisti e rialzisti è ancora tutta da giocare, sarà bene non sottovalutare tuttavia la forza dei rialzisti.

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