BUFERA ANALISTI: ALLARMANTI I DATI SEC

1 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

La Securities and Exchange Commission (SEC), l’organo di controllo di borsa USA, dopo aver intervistato 57 analisti appartenenti a nove societa’ di brokeraggio attive nelle IPO high-tech del 1999-2000, ha rivelato che 16 di loro, pari al 30%, ha acquistato partecipazioni in societa’ private e iniziato a seguire professionamente il titolo dopo la loro offerta iniziale.

Il numero di analisti che ha preso parte al sondaggio SEC e’ particolarmente ridotto, ma i risultati danno ulteriori elementi ai timori sui conflitti d’interesse a Wall Street.

Laura Unger, presidente della SEC ha infatti sottolineato che le cifre sono indicative di un problema piu’ ampio e che sono sufficienti a spingere l’agenzia a rafforzare le regole sulla trasparenza.

Unger ha testimoniato davanti al Congresso che gli analisti spesso iniziano la propria relazione con societa’ private e possono investire in queste prima degli investitori individuali a prezzi inferiori a quelli delle IPO e che in tre casi – non identificati – gli analisti hanno guadagnato da $100000 a $3,5 milioni eseguendo scambi contrari alle loro raccomandazioni d’acquisto sul titolo.

La Sec ha poi rilevato che gli analisti hanno sempre pubblicato ricerche positive sulla societa’ se la loro banca d’investimento era coinvolta nella sottoscrizione dell’IPO.

Il NYSE e il NASD impongono agli analisti di rivelare i propri interessi sui titoli seguiti, ma spesso questo si riduce a una frase pro-forma in coda alla ricerca.

La SEC, il NASD e la Securities Industry Association hanno recentemente proposto nuove linee guida per identificare con certezza ogni conflitto d’interessi.