BUCO COLOSSALE NEI CONTI
DELL’ AMERICA

16 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il deficit delle partite correnti Usa tocca un nuovo record nel 2004 e il dollaro affonda con l’euro che riaggancia quota 1,34 dollari. Il persistere degli squilibri finanziari statunitensi conferma la debolezza strutturale del biglietto verde che perde terreno su tutte le maggiori valute pagando anche il nuovo record dei prezzi petroliferi, volato sopra la soglia dei 57 dollari al barile, e la giornata no della Borsa americana. La moneta europea si è spinta fino a un massimo di seduta di 1,3440 dollari per poi assestarsi attorno a 1,3430 dollari da 1,3307 degli ultimi scambi di ieri. Il disavanzo delle partite correnti è schizzato per l’intero 2004 al nuovo massimo storico di 665,9 miliardi di dollari, cifra che corrisponde al 5,7% del prodotto nazionale lordo, il livello più alto di sempre. Un risultato su cui ha inciso il forte aumento del deficit corrente nel quarto trimestre volato a sua volta alla quota record di 187,9 miliardi di dollari da 165,9 miliardi di dollari del trimestre precedente. Un dato quest’ultimo largamente superiore alle stime, già pessimiste, degli economisti che comunque non andavano oltre la soglia dei 183 miliardi di dollari. Una dinamica che conferma come gli americani continuino a importare più di quanto esportano: l’import ha infatti toccato la vetta-record di 392,1 miliardi di dollari rivelando uno scarto di 171,1 miliardi in più rispetto a quanto esportato nel quarto trimestre 2004 (da 155,9 miliardi del terzo trimestre). L’allargarsi del buco dei conti statunitensi mette dunque nuovamente sotto pressione la moneta americana accrescendo la diffidenza degli investitori sulla capacità degli Usa di attrarre capitali esteri sufficienti a finanziare il doppio deficit commerciale e di bilancio. Con un passivo delle partite correnti che marcia su questi livelli, ora gli Usa devono far affluire capitali esteri pari a 2,1 miliardi di dollari al giorno per finanziare il disavanzo e garantire la stabilità del dollaro. Proprio ieri il dato sugli investimenti esteri in asset Usa ha evidenziato per il mese di gennaio un aumento a 91,5 miliardi di dollari da 60,7 miliardi del mese precedente. Ma gli operatori guardano con timore alla crescente ‘disaffezione’ degli investitori asiatici, soprattutto quelli giapponesi che hanno messo mano al più consistente taglio dei loro investimenti in asset Usa dal 2000, mentre, sempre ieri, il presidente della commissione di supervisione finanziaria della Corea del Sud ha definito “non sostenibile” il fatto che i Paesi asiatici siano chiamati a farsi carico della tenuta dei consumi statunitensi. Il biglietto verde perde terreno sullo yen a che si e ‘ spinto fino a 103,9 per poi assestarsi a 104,1 da 104,5 degli ultimi scambi di ieri.(ANSA).

USA: DEFICIT CORRENTE RECORD, SALE A 665,9 MLD IN 2004/ANSA

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16 Marzo 2005 18:43 NEW YORK (ANSA)

(ANSA) – NEW YORK, 16 MAR – E’ inarrestabile la crescita del deficit statunitense delle partite correnti, salito nel 2004 alla cifra record di 665,9 miliardi di dollari, pari al 5,7% del prodotto interno lordo. L’indicatore, che misura sostanzialmente il debito di un Paese nei confronti del resto del mondo, segna quindi alla fine dello scorso anno un balzo del 25,5% sui 530,7 miliardi del 2003, confermando un trend al rialzo dalle sorprendenti dimensioni. Con un’esposizione su questi livelli, gli Stati Uniti necessitano di far affluire capitali pari a 2,1 miliardi di dollari al giorno per finanziare il deficit e preservare la stabilità delle quotazioni del dollaro, cosa che è finora avvenuta grazie a tassi di interesse mantenuti a livelli molto bassi, con effetto espansivo sul fronte dei consumi per gli investimenti immobiliari e le attività finanziarie.

Il dato diffuso dal Dipartimento del commercio Usa si presta a diverse letture. Per l’amministrazione Bush, infatti, il deficit appare come un segnale della robusta crescita economica, ben superiore al resto del mondo, da richiedere forti importazioni e un rallentamento delle esportazioni. Parte degli economisti, tuttavia, mette in guardia dai possibili rischi legati al trasferimento in mani straniere di risorse che potrebbero, in prospettiva, avere ripercussioni sfavorevoli sull’economia Usa, nonché ai problemi di una nuova e lunga fase di debolezza della valuta verde. A far comunque aumentare le perplessità sono soprattutto i dati dell’ultimo trimestre 2004, chiuso con un disavanzo corrente in accelerazione al record di 187,9 miliardi di dollari (183 miliardi le stime degli analisti) e con una progressione del 13,3% sui tre mesi precedenti. Più nel dettaglio, gli americani hanno importato 171,1 miliardi di beni e servizi in più rispetto a quanto esportato negli ultimi tre mesi del 2003 (155,9 miliardi l’import nel terzo trimestre 2004): dato rilevante se tenuto conto che il disavanzo commerciale incide per il 91% sul deficit delle partite correnti. Salgono infine a 170 miliardi di dollari gli acquisti di asset denominati in dollari da parte di investitori stranieri mentre, sempre nel quarto trimestre, gli acquisti di Treasury (i titoli del Tesoro Usa) da parte di investitori esteri sono cresciuti a 12,1 miliardi di dollari.