BTP: serie più lunga di cali dal 1999

2 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Performance di nuovo negativa per i BTP a dieci anni, che scendono per la decima seduta consecutiva: si tratta della serie più lunga di ribassi dall’introduzione dell’euro, ovvero dal 1999. I Bund a dieci anni sono in rialzo invece per la seconda sessione consecutiva, beneficiando dell’avversione al rischio che colpisce gli indici azionari globali.

“I mercati sono in territorio negativo, riflettendo il sentiment negativo – commenta Michael Markovic, strategist senior della divisione di reddito fisso presso Credit Suisse, a Zurigo – Gli investitori stanno ritirando le loro scommesse sul rischio dal tavolo, e tale fattore sta mettendo sotto pressione i bond periferici. I mercati stanno scontando una crescita globale debole e stanno soffrendo nel tentativo di capire cosa c’è dietro l’angolo”.

Intanto, la flessione odierna dei titoli di stato italiani è legata alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Bce Jean Claude Trichet, che ha ricordato che il paese deve confermare il suo impegno a tagliare il deficit.

Certo, in questo momento i presupposti per l’Italia non sembrano essere incoraggianti, vista la manovra sfornata dal governo, oggetto di continui cambiamenti, che raccoglie cori di critiche, sia dall’opposizione, che da Confindustria.

E sicuramente, non restituiscono fiducia all’Italia le dichiarazioni del premier, che è il primo a parlare male del paese, affermando di voler andare via da questo paese di *blip*.

Ecco che i rendimenti italiani superano così anche la soglia del 5,2%, molto al di sopra di quelli spagnoli che viaggiano al di sopra del 5%. Lo spread BTP/Bund arriva a balzare fino a 314 punti, segnando il rialzo più forte dallo scorso 8 agosto, quando la Bce ha iniziato ad acquistare titoli italiani e spagnoli, per poi attestarsi a quota 312. Ma si allarga anche lo spread tra rendimenti spagnoli a dieci anni e quelli tedeschi, che tornano a toccare i 300 punti base, sempre pe rla prima volta dallo scorso 9 agosto. D’altronde, molti sono i dubbi sul prolungamento degli acquisti di bond italiani e spagnoli, e molti analisti avevano già avvertito che l’intervento della Bce avrebbe avuto effetti solo nel breve termine.

Infine, ecco qualche numero interessante: quest’anno, secondo i dati a disposizione dello European Federation of Financial Analysts, i titoli di stato tedeschi hanno garantito un ritorno del 5,7%, i Treasury del 7,7%, i bond spagnoli del 4,8%. Fanalino di coda ancora l’Italia, i cui ritorni sono scesi dello 0,4%.