BROKER: L’ARTE
DI TENERE IL PIEDE IN DUE STAFFE

25 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Il 2003 e’ davvero un anno difficile per le grandi banche d’affari. Gli scandali societari, i consigli di grandi analisti “ammorbiditi” e soprattutto tre anni consecutivi di ribassi in Borsa hanno messo i broker sotto i riflettori dei media, finanziari e non.

La strategia di difesa di questi pilastri della finanza americana ha portato a risultati molto diversi. C’e’ chi, come Salomon Smith Barney, dopo aver allontanato gli analisti piu’ chiaccherati (Jack Grubman), ha scelto un periodo di basso profilo, cercando di far parlare di se’ il meno possibile. Altri, come Merrill Lynch, hanno deciso di mandare a casa gli ultra-ottimisti (Bruce Steinberg) e di uniformare gli altri analisti a un profilo di previsioni improntate alla massima cautela.

Un caso particolare e’ costituito da Morgan Stanley, una banca dall’illustre passato che e’ riuscita ad attraversare questo momento difficile senza fare troppo rumore. La strategia del broker e’ quella di lasciare liberi i propri “campioni” di adottare il profilo preferito. In questo modo coesistono pessimisti cronici come Stephen Roach e rialzisti ad oltranza come Barton Biggs.

Il primo, capo economista, e’ da tempo convinto che l’economia americana e di conseguenza quella mondiale si stia avviando pericolosamente verso un nuova recessione. Parlando ad un convegno a Pechino, Mr. Roach ha dichiarato che la guerra peggiora una situazione congiunturale gia’ molto difficile. La crescita del Pil USA potrebbe arrestarsi e il dollaro rischia di entrare in una profonda fase di debolezza a causa del deficit delle partite correnti, arrivato a record storici.

Il secondo, global strategist, e’ decisamente piu’ ottimista. In una nota di martedi’ 25 marzo avverte che gli sviluppi positivi della guerra con l’Iraq potrebbero portare ad un recupero dei mercati azionari. Di quale ordine? Del 40%-50%. Non si tratterebbe di un nuovo mercato rialzista, ma di un rally che riporterebbe gli indici al top di un ampio trading range. Inoltre, il Pil USA potrebbe registrare una crescita del 5% per due trimestri consecutivi.

Come si dice, “non esistono piu’ le mezze stagioni”. L’unica soddisfazione e’ che qualcuno potra’ affermare di esserci andato vicino…