BROKER DANNEGGIATI DA CALO INVESTIMENTI ‘SHORT’

19 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Non solo gli investitori hanno rallentato la loro attivita’ di compravendita mobiliare, ma hanno ridotto anche gli acquisti a margine, o investimenti ‘short’.

Il declino di quella che e’ considerata una delle attivita’ piu’ remunerative di Wall Street – con cui gli investitori acquistano titoli azionari prendendo a prestito fino al 50% dell’importo dal broker e offrono in garanzia i titoli stessi – potrebbe quindi porre ulteriore pressione sugli utili delle societa’ di brokeraggio.

Tutte le societa’ d’investimento sono destinate a risentire del calo dei prestiti dei clienti, ma l’impatto sara’ piu’ pronunciato per i broker online, di solito meno diversificati. Per questi ultimi, infatti, i prestiti a margine sono spesso la seconda fonte di fatturato dopo le commissioni.

Sia per Ameritrade (AMTD – Nasadq) che per E*Trade (ET – Nyse), ad esempio, il guadagno netto sui prestiti a margine – la differenza cioe’ tra l’interesse che il broker paga per i fondi e quello che viene applicato ai clienti – ammonta a circa il 18% del fatturato, mentre per Charles Schwab (SCH – Nyse) e TD Waterhouse (TWE – Nyse) ammonta al 13% degli introiti.

“I prestiti a margine sono molto remunerativi poiche’ implicano pochi costi per la societa’ – ha commentato Gregory Smith di J.P. Morgan – ma il loro calo porta a una riduzione del fatturato nei trimestri seguenti poiche’ gli investitori che utilizzano i prestiti a margine sono anche quelli piu’ attivi nelle contrattazioni”.

Jarrett Lilien di E*Trade ha sottolineato che circa il 75% del denaro che la maggior parte delle societa’ di brokeraggio presta ai clienti deriva dalla liquidita’ presente nei conti dei clienti stessi.

Nel marzo del 2000, durante i massimi del mercato ‘toro’, il debito a margine ha raggiunto -secondo il New York Stock Exchange – il record di $278,53 miliardi, pari a un aumento del 78% in un anno. Lo scorso febbraio, dopo il declino del mercato, il debito a margine e’ sceso a $186,87 miliardi.

“Non credo che si ritornera’ ai livelli del primo trimestre del 2000 per almeno un anno” ha commentato Frank Petrilli, direttore generale di TD Waterhouse dove i prestiti a margine sono scesi a marzo a $4,6 miliardi, pari al 60% rispetto agli $11,5 miliardi dell’anno scorso.