BRIC da comprare: quest’estate tutti in Russia

4 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

I mercati in via di sviluppo piu’ importanti hanno ora il potere finanziario per compensare una diminuzione delle esportazioni verso il mondo industrializzato attraverso il consumo domestico, come dimostrera’ il caso esemplare della Cina.

“Un consumo interno massiccio e’ indispensabile affinche’ i mercati emergenti riescano a sostenere un differenziale di crescita sana rispetto al mondo dei paesi industrializzati”, ha osservato ai microfoni dell’emittente CNBC Philip Poole, responsabile globale di macroeconomia e strategie di investimento per HSBC Global Asset Management.

“La buona notizia e’ che abbiamo gia’ la prova che questo processo e’ in corso e le politiche economiche di mercati come la Cina sono sempre incentrate sul sostegno della crescita del consumo nazionale”. I prezzi di Borsa, inoltre, sono sui giusti livelli, offrendo un ottimo punto di ingresso per gli investitori che guardano ad un orizzonte a lungo termine.

La Russia e’ la sua scelta preferita nell’universo dei BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Mosca e’ diventata sempre meno appetibile negli ultimi tempi a causa del deprezzamento del petrolio e dopo che il Cremlino ha annunciato la vendita di un numero di societa’ controllate dallo stato.

Secondo Poole “e’ poco amata e sottovaltuta, con la Borsa che scambia a solo 5 volte gli utili stimati nel 2011. Tuttavia i fondamentali restano molto solidi, pertanto le opportunita’ di guadagnare sono alte”.

Poole e il suo team di analisti del Global Asset Management di HSBC sono ottimisti anche sulle prospettive di Cina e Brasile. A Pechino i consumi all’interno dei consumi nazionali dovrebbero essere sostenuti e il cambiamento di strategia valutaria sullo yuan fara’ bene al Paese sul lungo termine.

Quanto a Brasilia, a la disciplina ferrea in materia di debito sovrano e la riforma significativa dei mercati negli ultimi 20 anni si sposano bene con una crescita del valore del Paese sudamericano. Lo strategist si dice meno ottimista invece sull’outlook dell’India, pefche’ e’ tra i piu’ cari nella sfera dei Paesi in via di sviluppo (14.2 volte le stime sui profitti dell’anno prossimo).

Qualsiasi movimento di correzione riscontrato sul mercato dei BRIC durante l’estate creeerebbe un punto di ingresso molto attraente.